A- A+
Cronache
L'amianto continuerà a fare morti. L'allarme degli oncologi

"L'eliminazione dell'amianto in sicurezza procede con eccessiva lentezza nel nostro Paese, anche per l'esiguità delle risorse. E' necessario accelerare i tempi. E' forte infatti la preoccupazione per questo minerale presente ancora in grandi quantità e in varie forme in stabilimenti ed edifici, pubblici e privati, in tutte le nostre Regioni". La denuncia arriva da Carmine Pinto, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica, in un momento in cui la sentenza Eternit ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica la tragica vicenda dell'esposizione all'amianto. Che ad Affaritaliani.it dice: "La latenza tra l'esposizione alle fibre e la comparsa della malattia è di circa 30-40 anni, è qualcosa di cui ci renderemo conto più avanti e in maniera significativa.

Cosa va fatto subito e in concreto?
Il problema è di due tipi. Oggi abbiamo molti siti industriali dismessi, dal petrolchimico agli zuccherifici a varie altre tipologie di industrie che hanno quantità enormi di amianto utilizzato per coibentazione. L'amianto è inoltre presente sia in edifici pubblici che privati, come scuole, tribunali e sale operatorie. Per non parlare delle coperture usate in agricoltura fatte di cemento e amianto che quando sono esposte alle piogge acide tendono a degradarsi e quindi le fibre di amianto a liberarsi. 

Se la situazione è così drammatica perché questo ritardo nell'eliminazione dell'amianto dagli edifici?
Il problema è che il costo della dismissione è molto elevato. L'altra tematica è legata alla fissazione, che comunque garantisce meno tranquillità rispetto all'eliminazione. Inoltre le agenzie regionali non hanno le risorse sufficienti, mentre molte industrie che avevano usato l'amianto sono fallite e quindi anche in questo caso lo smantellamento ricadrebbe sulle, scarse, risorse pubbliche.

Chi attualmente è più in pericolo?
Purtroppo è un problema enorme che avrà una ricaduta importante sulla popolazione generale. Se fino agli anni 90 erano esposti solamente alcuni lavoratori di settore ora esiste un problema più diffuso, che va affrontato a livello regionale ma soprattutto nazionale.

Da una parte ci si indigna per il passato, ma cosa si fa per evitare nuovi morti?
E' lo stesso problema del dissesto idrogeologico che abbiamo visto in questi ultimi giorni. Ma la questione non va vissuta solo come una spesa, alla fine credo che ci sia un risparmio, come quando si interviene sul territorio. Va considerato che quello che noi vedremo non è legato all'oggi. La latenza tra l'esposizione alle fibre e la comparsa della malattia è di circa 30-40 anni, è qualcosa di cui ci renderemo conto più avanti e in maniera significativa.

Ogni anno sono 1200 le persone che si ammalano, un numero elevato. Che cosa si può fare? 
E' una malattia difficilmente curabile. Nonostante i progressi fatti sia nella terapia medica che in quella chirurgica, l'incidenza mortale rimane attorno all'80%. E in quel 20% dei casi in cui si riesce ad intervenire si riesce solamente a posticipare la morte del paziente.

Quanto è importante la sensibilizzazione delle istituzioni su questa materia?
Due anni fa c'è stata la terza conferenza nazionale sulla dismissione dell'amianto. Ecco, bisogna che quello che è stato discusso e deciso venga applicato. Ma per fare questo occorrono delle risorse che devono essere erogate.

Chi è il soggetto più adatto secondo lei per questo compito?
Deve essere il ministero dell'Ambiente e non le regioni, che comunque non hanno le risorse economiche necessarie. Nello specifico andrebbe applicato un piano nazionale. Le leggi ci sono, vanno fatte rispettare, ma soprattutto vanno erogati i finanziamenti necessari.

Tags:
eternitoncologiamiantopiano nazionale
in evidenza
Carolina Stramare va in gol L'ex Miss Italia sfida Diletta

Calcio e tv... bollente

Carolina Stramare va in gol
L'ex Miss Italia sfida Diletta

i più visti
in vetrina
Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità

Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità





casa, immobiliare
motori
Renault: restyling per Megane berlina ora disponibile anche Plug-in Hybrid

Renault: restyling per Megane berlina ora disponibile anche Plug-in Hybrid


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.