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Ets, la svolta: l’Ue pensa finalmente alle imprese. Stop al taglio dei permessi di CO2 in surplus

Stop al taglio dei permessi di CO2 in surplus

Ets, la svolta: l’Ue pensa finalmente alle imprese. Stop al taglio dei permessi di CO2 in surplus

Ets, stop al taglio dei permessi di CO2 in surplus: che cosa significa per le aziende

La Commissione Europea ha annunciato oggi una prima misura per modificare il sistema di scambio di quote di emissioni climalteranti dell’Unione Europea, l’Ets. La proposta, preannunciata dalla presidente Ursula von der Leyen al Consiglio Europeo del mese scorso, modifica la riserva di stabilità del mercato (Market Stability Reserve, Msr) dell’Ets.

La riserva, come dice il nome, serve per stabilizzare il mercato, iniettando nel sistema quote quando ce ne sono troppo poche e ritirandole quando c’è troppa offerta. Nel sistema attuale, tutte le quote di emissioni presenti nella riserva superiori a 400 milioni vengono invalidate. La modifica interromperà questo meccanismo di invalidazione, consentendo di mantenere le quote come cuscinetto, a supporto della stabilità del mercato.

La modifica mira a rimpinguare la riserva di quote, per evitare che ce ne siano troppo poche in circolazione e che il sistema diventi eccessivamente penalizzante per le attività produttive. “Non ci possiamo permettere – spiega un alto funzionario Ue – che la scarsità delle quote” sia troppo dannosa per le industrie. “Dobbiamo gestirla in modo che non sia troppo penalizzante”, per chi intende investire in Europa.

L’Ets esiste da oltre vent’anni e ha funzionato abbastanza bene: le emissioni interne nell’Ue sono diminuite del 39%, mentre l’economia è cresciuta del 71% tra il 1990 e il 2024, nota la Commissione. Alla luce della guerra in Iran e del proseguimento del conflitto tra Russia e Ucraina, la Commissione sta collaborando con gli Stati membri per adeguare il sistema alle necessità attuali, onde evitare che le aziende migrino altrove.

La modifica proposta dovrebbe consentirà alla riserva di rispondere meglio ai futuri sviluppi del mercato, comprese le potenziali carenze di offerta nei prossimi decenni. La proposta, osserva la Commissione, preserva la struttura del sistema Ets come strumento di mercato. La sua versione finale verrà negoziata dai colegislatori Ue, Consiglio e Parlamento Europeo.