“Sugli appalti bisogna molto semplificare perchè il codice del 2006 è stato scritto in modo perfetto ma non ha impedito la corruzione, con un eccesso di regole e moltiplicando la burocrazia”. Così Raffaele Cantone, presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione era tornato a parlare di appalti e corruzione. E oggi il Fatto Quotidiano avanza dubbi sulla presenza di Eataly a Expo.
Il commissario anticorruzione – secondo quanto riporta il quotidiano – contesta al responsabile di Expo 2015 Giuseppe Sala dieci anomalie nel contratto pubblico che ha permesso a Oscar Farinetti di avere, per la fiera dell’esposizione universale, due padiglioni da 8 mila metri quadrati per la ristorazione e per la vendita dei suoi prodotti.
Lo scrive Davide Vecchi, secondo cui Cantone avrebbe ricordato che l’appalto è stato deliberato dal cda nel giugno 2013, quindi quando ancora l’autorità che presiede non era stata istituita, avanza dieci rilievi specifici a Sala invitando la società a chiarire altrettanti aspetti dell’affidamento diretto sollevando più volte la violazione del Protocollo di legalità. In particolare il giornalista si pone alcune domande: “Sulla base di quali valutazioni è stata determinata l’unicità tecnica di Eataly? E ancora: “Qual è l’importo atteso dei ricavi e di conseguenza su quali basi sono state determinate le royalties che la concessionaria retrocederà?”

