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Cronache

Di Fabio Frabetti

Licenziato in tronco perché si aggiorna troppo. Nonostante il ministero dell'Istruzione incentivi "l'accrescimento professionale e l'auto-aggiornamento" riconosciuto dalle 150 ore annue di diritto allo studio previste per ogni docente.

Quello che è accaduto al professor Gianni Favro sembrerebbe essere invece l'esatto contrario. Si tratta di un insegnante che spendeva di tasca sua 2000 euro solo di tasse universitarie all'anno per migliorare ed accrescere il suo patrimonio culturale e le sue competenze da trasmettere poi ai suoi allievi. Questa sua vivacità formativa gli è però costata il posto: il dirigente scolastico regionale  lo ha infatti licenziato per assenteismo senza tener conto della giustificazioni presentate dal docente: Favro non era in giro per i bar ma si recava al conservatorio chiedendo soltanto di poter sostenere gli esami. Possibilità che gli è stata preclusa nonostante le regolari iscrizioni. Una vicenda che scoperchia il fenomeno del mobbing nella scuola: si calcola che lo subiscano circa 75.000 docenti, spesso in silenzio per paura di ritorsioni.

DIRITTO NEGATO - Gianni insegnava clarinetto in una scuola media di San Vito al Tagliamento in provincia di Pordenone. "I miei guai nascono dal fatto che nel mondo di oggi i dirigenti scolastici hanno una supremazia incontrollabile spesso mirata al solo risultato (leggasi premio in busta paga) ed alla quantità di progetti realizzati. Poco sembra invece interessare delle modalità e dei contenuti impartiti agli allievi. Nella concessione dei permessi formativi e nel sostegno ai disabili si creano cosi conflitti che spesso sfociano in casi di vero e proprio mobbing a danno dei docenti e soprattutto degli allievi. Per il mio dirigente è stato facile sanzionarmi ritenendo ingiustificate le assenze cogliendo l'occasione di una mia illecita esclusione dagli esami di stato che dovevo sostenere presso il conservatorio. Eppure il permesso era stato chiesto in modo corretto ed attenendomi a quanto previsto dalla legge e dal contratto nazionale. Avevo dato al dirigente scolastico la possibilità di indicarmi quale fosse invece l'esatta giustificazione che dovevo richiedere oppure ero disposto a far recuperare ai miei allievi le ore perse. Il tutto perché il conservatorio ha spedito un certificato errato sulle mie effettive presenze che quindi non collimava con l'autocertificazione che avevo presentato alla scuola. Tale vessazione arriva come ritorsione perché a suo tempo avevo contestato la regolare procedura in un concorso pubblico a cui avevo partecipato ". Non solo non viene riconosciuto il diritto all'aggiornamento ma per queste assenze vengono sottratti dal suo stipendio 4000 euro e poi viene anche condannato a 15 giorni di carcere per danno all'erario, senza un vero e proprio processo.

PROTESTE ESTREME - All'istituto dove insegnava arrivano alcune proteste dei genitori che si lamentano di queste assenze. "Questo non dipendeva certo dai miei auto-aggiornamenti ma dalla mia mancata sostituzione con un supplente. Il dirigente sosteneva di non avere insegnanti a disposizione che a me risultano invece esserci: solo che sono impiegati in attività di libera professione all'interno della scuola. Il mio licenziamento è anche illegittimo dal punto di vista formale: manca l'autorizzazione dell'apposita commissione ministeriale, così come è irregolare il verbale dell'audizione in cui mi vennero contestati gli addebiti. Ho inviato centinaia di lettere, ricorsi e tentativi di conciliazione e di sospensiva cautelare, ma nessuna autorità è mai intervenuta. Vivo nella miseria, sono indebitato per le spese di avvocati, sto cercando anche su internet tutte le norme e le possibilità per difendermi. In una delle udienze del ricorso che avevo fatto in urgenza ho dovuto anche minacciare di bruciare il tricolore poiché i miei diritti alla difesa mi venivano negati. Non mi è rimasto che fare il manifestante a vita., sono in sciopero della fame dal 12 settembre scorso, prima totale ora parziale (700/800 calorie al giorno) ed ho occupato la scuola dove ero in servizio: vado ogni giorno nell'atrio ed ho appeso vari cartelloni dove attendo che mi siano inviati il verbale delle audizioni degli addebiti disciplinari per poterlo contestare, il certificato completo ed esaustivo delle mie presenze presso il Conservatorio e la documentazione  al fine di difendermi da queste accuse e da un licenziamento vile ed infamante. La scuola ha bisogno di una urgente riforma e della formazione dei dirigenti, a volte inseriti in ruolo con sanatorie e non per meriti,  altrimenti rimarrà preda di continui fenomeni di mobbing a danno di molti insegnanti che subiscono in silenzio per paura di ritorsioni. E' necessario altresì istituire immediatamente gli organismi contro il mobbing. È assurdo che proprio la scuola povera di risorse ostacoli quei professori volenterosi che a proprie spese e con grandi sacrifici si auto-aggiornano. Rivoglio il mio posto di lavoro".

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