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Fazzolari silura Trump: “Deliri e insulti, sta distruggendo gli USA”

Il rapporto, a lungo descritto come privilegiato, si è incrinato ormai da tempo

Fazzolari silura Trump: “Deliri e insulti, sta distruggendo gli USA”

Fazzolari silura Trump dopo il nuovo attacco a Meloni

Nuovo affondo di Donald Trump su Giorgia Meloni, nuova reazione dura da Palazzo Chigi. A prendere la parola è Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Attuazione del programma di governo e tra i collaboratori più vicini alla premier, che parla apertamente di «deliri» del presidente americano.

«I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei – afferma Fazzolari –. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti».

L’episodio

La miccia è una telefonata di Trump a L’Aria che tira, su La7, in cui il presidente è tornato sull’incontro avuto con Meloni a margine del G7 di Évian. Spostando da solo il discorso dai dossier internazionali alla premier italiana, il tycoon ha sostenuto che Meloni sarebbe stata contenta soltanto del fatto che lui le avesse rivolto la parola, e che lo avrebbe “implorato” per una foto, concessa – ha aggiunto con sarcasmo – per “pena”. Nello stesso colloquio Trump ha bollato come fallimentari le politiche europee su energia e immigrazione, prevedendo che l’Europa «non sarà mai più la stessa».

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Un disgelo durato poche ore

Le parole arrivano a stretto giro dal vertice di Évian (15-17 giugno), dove i due leader avevano dato l’impressione di un riavvicinamento. Davanti alle telecamere, alla domanda se fossero “tornati amici”, Meloni aveva risposto «Lo siamo sempre stati», mentre Trump scherzava: «Sono stato abbandonato». Un clima che le ultime dichiarazioni hanno spazzato via.

Sullo sfondo resta una frattura che si trascina da mesi. Il rapporto, a lungo descritto come privilegiato, si è incrinato sul rifiuto italiano di fornire sostegno militare agli Stati Uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz e, poi, sulla presa di posizione di Meloni a difesa di Papa Leone XIV dopo gli attacchi di Washington. Già ad aprile Trump aveva colpito la premier in un’intervista al Corriere della Sera dicendosi «scioccato».