Trump, la rivelazione clamorosa a La7
Giorgia Meloni “era probabilmente contenta che io le abbia parlato” al G7, “non ero obbligato a parlarle, ma mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena”. Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista a L’Aria che tira su La7.
Raggiunto telefonicamente da Daniele Compatangelo, nel commentare i principali dossier internazionali dopo il G7 di Evian il presidente statunitense sposta subito la conversazione sulla premier italiana. “Non so cosa dirle! Mi ha implorato di fare una foto con lei! Voleva una foto con me cosi’ tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena!”, ha riferito il capo della Casa Bianca.
Come riportato questa mattina da L’Aria che tira, Trump rivela che non era obbligato a parlare a Meloni e che durante il colloquio, il primo dopo le tensioni delle ultime settimane, la presidente del Consiglio lo avrebbe implorato di fare una foto assieme, suscitandogli pena. Tornato all’attualita’, Trump ha duramente criticato l’Europa sulla gestione dell’immigrazione e dell’approvvigionamento energetico. Pronta la replica di Giorgia Meloni: “Non so perché il presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati. Non è del resto la prima volta che accade. Posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai”.
Le reazioni
Tra i primi a intervenire Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’Attuazione del programma di governo, che ha commentato: “I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti”.
“Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia. Posso invece immaginare quanto le sia costato mettere da parte ciò che Trump aveva detto settimane fa, per fare l’interesse dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Ed immagino quanto le costerà non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del Presidente USA. Per quanto “caduta di stile” sia un implicito ed immeritato riconoscimento, in questo caso, ciò che ferisce è che battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli USA, né all’Italia, né all’alleanza”, ha scritto su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Duro anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani: “L’Italia non può essere offesa nel modo in cui ha fatto il presidente Usa, Donald Trump, con le sue affermazioni sul presidente del Consiglio, Giorgia Meloni”, le parole durante l’evento alla Farnesina per il giuramento dei giovani diplomatici. Tajani ha spiegato di aver “dovuto prendere la decisione di annullare la visita in Usa” a causa delle “dichiarazioni molto gravi e offensive” di Trump. Il vicepremier ha comunque invitato i giovani diplomatici a “mantenere il rapporto transatlantico come stella polare” nonostante certe “parole improvvide”.
“Non ci sono parole per commentare l’invettiva del Presidente americano sull’incontro con Giorgia Meloni. Sono dichiarazioni che contraddicono e indeboliscono lo spirito e i risultati positivi del G7 di Evian, che lui stesso ha definito uno dei vertici di maggior successo, e che peraltro vengono smentite dalle immagini”, ha detto invece Stefania Craxi, capogruppo FI al Senato. “Non è chiaro – riprende – quale logica, ammesso che esista una logica, le ispiri, ma seguono una dinamica che, a fasi alterne, colpisce i leader europei con attacchi che non fanno onore alla grande democrazia americana, alla quale siamo legati da un’alleanza storica e profonda. Sebbene allibita, resto però convinta che il rapporto euro‑atlantico sia più forte e solido dei picconamenti di Trump e che trascenda e vada anche oltre lo stesso presidente statunitense, perché fondato su valori condivisi, responsabilità comuni e una visione della libertà che saprà superare le contingenze politiche e che continuerà a nutrirsi e rafforzarsi nonostante lui e dopo di lui”.
“I recenti attacchi rivolti dal Presidente Donald Trump al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sono solo gli ultimi della serie di insulti rivolti ad altri leader europei come il Presidente Macron, il Cancelliere tedesco Merz o il premier britannico Starmer. Queste dichiarazioni purtroppo contribuiscono ad alimentare una narrazione distorta dei rapporti transatlantici utile solo a chi vuole un Occidente diviso”. Così il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami. “Chiunque, Trump compreso, è bene sappia che l’Italia non implora mai, tantomeno lo fa Giorgia Meloni di cui evidentemente – prosegue – Trump soffre la leadership. In questo modo il Presidente Usa, assai più accondiscendente verso chi minaccia l’Occidente, rischia di compromettere inutilmente un dialogo internazionale che resta centrale per la stabilità globale”.
“Trump è un mentitore seriale, nonché un bullo da operetta. Personalmente, non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della nazione”. Così Carlo Calenda, dopo le parole del Presidente Usa sulla presidente del Consiglio riportate da La7.
Il commento arriva anche da Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde: “La dichiarazione di Donald Trump è la diretta conseguenza della politica di subalternità con cui Giorgia Meloni ha costruito il rapporto col Presidente degli Stati Uniti d’America. Un rapporto che ha portato Giorgia Meloni ad essere patriota a Washington e forestiera in Italia, a tutelare gli interessi economici di Trump, a subire il ricatto del 5% delle spese per armamenti, ad acquistare il gas, a chiedere la modifica dei regolamenti europei in materia di tutela ambientale e sanitaria. Una vera patriota a Washington. Ma il punto è il seguente: al posto di Giorgia Meloni mi vergognerei così tanto che mi porrei il problema di farmi da parte. Perché dopo questa figuraccia e aver fatto perdere la dignità all’Italia e agli italiani, comincerei a pensare di farmi da parte. Non è più in grado di rappresentare l’Italia, viste le figuracce che fa fare agli italiani e all’Italia stessa”.

