Femminicidio Zoe Trinchero, l'ex di Manna: "Con me era geloso e ossessivo. Una volta ha perso la pazienza distruggendo i vetri della stanza" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 11:17

Femminicidio Zoe Trinchero, l'ex di Manna: "Con me era geloso e ossessivo. Una volta ha perso la pazienza distruggendo i vetri della stanza"

Nicole, 19 anni, migliore amica di Zoe ed ex del ragazzo. È lei a descrivere un profilo “ossessivo e possessivo”, fatto di gelosia e scatti d’ira

di Angela Luna

Femminicidio Zoe Trinchero: le nuove indiscrezioni su Manna e il racconto dell'amica Nicole

Nizza Monferrato si prepara a fermarsi nel giorno dell’ultimo saluto a Zoe Trinchero. Per la 17enne ritrovata morta nel Rio Nizza, nell’Astigiano, il sindaco Simone Nosenzo valuta la proclamazione del lutto cittadino nella data dei funerali, che verrà definita nei prossimi giorni e che il Comune intende accompagnare con un segno pubblico di cordoglio, se la famiglia darà l’ok.

Subito dopo, però, il racconto che sta facendo emergere nuovi dettagli sul 20enne Alex Manna arriva dalle parole di Nicole, 19 anni, migliore amica di Zoe ed ex del ragazzo. È lei a descrivere un profilo “ossessivo e possessivo”, fatto di gelosia e scatti d’ira: “Non ha un carattere facile e non è un tipo tranquillissimo. Con me era ossessivo e possessivo, non potevo parlare né uscire con nessuno. Non era cattivo, però è un po' aggressivo. Con me non ha mai alzato le mani, ma perde la pazienza facilmente. Quando perdeva la pazienza rompeva le cose”. La giovane aggiunge: “Ci siamo lasciati perché non mi piaceva il suo comportamento - dice - e non l'ho mai più sentito da aprile dell'anno scorso. Quando lui c'era, ormai di rado, io non andavo”. E ancora, ricostruendo episodi concreti: “Di punto in bianco diventava oppressivo, geloso” e “Quando perdeva la pazienza rompeva le cose. Una volta ha distrutto i vetri della sua stanza, prendendosela con gli oggetti”.

C’è poi un dettaglio che Nicole non riesce a togliersi dalla testa: sul suo telefono risulta una chiamata di Zoe, non risposta, intorno alle 23.30. “Non capita mai, ma sono andata a dormire prestissimo e non riesco a perdonarmelo. Abbiamo la posizione condivisa, così sappiamo sempre dove siamo”.

Sul fronte dell’indagine, Manna è detenuto nel carcere di Alessandria in attesa della convalida. Nella confessione, secondo quanto riferito, avrebbe ricostruito l’aggressione dicendo: “Abbiamo discusso, le ho dato un pugno, forse più pugni, io facevo boxe. Non so perché. Comunque non l'ho buttata giù nel canale, l'ho solo lasciata cadere”.

Resta un nodo cruciale: capire se Zoe, in quelle ore, avrebbe potuto essere salvata con un intervento tempestivo. È un elemento che verrà chiarito dall’autopsia, chiamata a stabilire tempi e cause della morte, mentre gli inquirenti ricostruiscono nel dettaglio le ultime ore della ragazza.

Secondo quanto emerso finora, Zoe era uscita intorno alle 21 dal Bar della Stazione, dove lavorava, e aveva raggiunto gli amici in un garage, un punto di ritrovo a pochi passi dal luogo dell’omicidio. Poi l’uscita per comprare da mangiare: da quel momento, la ricostruzione passa soprattutto dalla versione del 20enne. La lite e l’aggressione sarebbero avvenute attorno a mezzanotte, mentre il ritrovamento del corpo risale a circa due ore dopo.

Femminicidio Zoe Trinchero, Naudy Carbone: "Sono venuti sotto casa in tanti, avevano dei bastoni, volevano picchiarmi"

Nelle ore successive, secondo quanto riportato, ci sarebbe stato anche un tentativo di depistaggio. Manna avrebbe indicato un uomo noto in paese, un musicista di origini africane, dicendo: “È stato il nero, quello pazzo”. Poi la confessione: “Ho ucciso io Zoe, l'ho presa a pugni perché mi aveva rifiutato”. Prima, sempre secondo quanto riferito, avrebbe anche spiegato: “Ho detto in giro che poteva essere stato lui - avrebbe sostenuto davanti ai carabinieri e al pm - perché si sa che è un po' strano. Mi spiace, ho fatto male”.

L’uomo indicato, Naudy Carbone, racconta di avere rischiato il linciaggio. Dice: “Ero il bersaglio più facile, per il colore della mia pelle e per le mie fragilità. Uno stigma che mi porto addosso da tempo. Mi fa male quello che è accaduto. Sono venuti sotto casa in tanti, avevano dei bastoni, volevano picchiarmi”. E ricostruisce: “Venerdì sono rimasto a casa e ho ordinato una pizza, poi sono andato a dormire. Intorno all'1.30 ho sentito delle urla”, quindi: “Mi sono affacciato, sotto casa c'erano tantissime persone, ragazzini e adulti. Urlavano: 'Nero di m..., scendi'. Io non capivo cosa stesse accadendo. Alcuni sono saliti fino al pianerottolo. Ho chiamato i carabinieri. Sono arrivati e mi hanno portato in caserma”.

Carbone sostiene di essersi trovato al centro di una rabbia collettiva: “Dalla finestra ho notato che in mano avevano bastoni, coltelli. Non sarebbe finita bene. Erano in cinquanta contro uno. Solo successivamente ho compreso che volevano dipingermi come un mostro. Oggi penso che non cercavano giustizia. Cercavano sollievo. Volevano vendetta”. E aggiunge: “Sono stato oggetto di calunnia e diffamazione. Non è la prima volta, ma quella notte si è superato il limite”. Nelle sue parole anche il riferimento a episodi precedenti: “Tutto è partito circa tre anni fa quando una ragazza della zona mi ha accusato di averla guardata per strada, di averla molestata con lo sguardo. Per quell'episodio sono stato costretto a sottopormi a un percorso terapeutico, ma non credo di averne bisogno. Da quel momento ogni cosa negativa in città viene ricondotta a me. Sporgerò denuncia per calunnia”. E conclude: “Mi fa molto male quanto successo. Io sono italiano, parlo piemontese, vivo a Nizza dall'età di tre anni. Mi trovo nella situazione in cui lo stigma delle fragilità psichiche, ancora più che il colore della pelle, diventa l'alibi per puntare il dito contro un innocente”.

Il dolore attraversa anche Montegrosso d’Asti, paese di poco oltre duemila abitanti da cui provenivano sia Zoe sia Manna. “Matilde e Zoe erano cresciute insieme, abitavano in centro, giocavano nello stesso cortile da bambine, le sentivamo ridere”, racconta la prima cittadina, Monica Masino, ricordando anche un altro lutto recente in paese, con la morte di una ragazza ventenne a metà dicembre.

In attesa degli accertamenti medico-legali e dei prossimi passaggi giudiziari, Nizza Monferrato si prepara ai funerali e al possibile lutto cittadino: un segno pubblico mentre l’inchiesta prova a chiarire ogni minuto di quella notte.

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