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Feyenoord, Roma e la vergogna olandese

Di Ernesto Vergani

E’  sotto gli occhi del mondo chi sono (anche) gli olandesi.  L’altro lato dell’olandese progressista, l’olandese poliglotta, quello che ti guarda male se entri di un centimetro nella pista ciclabile, che disprezza e inveisce contro chi (ovvio sbagliando) getta un pezzo di carta per terra, l’altro lato olandese è chi ha devastato il centro di Roma umiliando una città, una capitale e una nazione.

Sicuramente ciò servirà da lezione. Se è vero che certi paesi del Nord Europa (paesi scandinavi, Olanda, Germania) sono tra i più evoluti circa istruzione e welfare, è bene sapere  chi può nascondersi dietro certi passaporti. 

Ha ragione il presidente del Consiglio Matteo Renzi a dire che i tifosi italiani all’estero non si comportano in quel modo. La ragione è che un sistema educativo-sociale così avanzato e potenzialmente inclusivo può indurre paradossalmente l’effetto branco (e parlare di animali in questo caso può essere meno di una metafora).

Cionondimeno che il presidente del Consiglio si aspetti le scuse del Feyenoord, una società calcistica, può essere anche poco. Se il capo del Governo parla di recupero di positività, di italiani che si commiserano quando sono capaci di cose straordinarie; se sostiene che rappresenta uno dei paesi più popolosi e  il partito più votato in Europa, forse dovrebbe ricevere le scuse dal Governo e dalla Monarchia olandesi.