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Cronache
Coppa Italia, notte di un giorno da cani. Lo Stato non trattò neanche per Moro

di Pietro Mancini

Un sabato notte di "un giorno da cani", nella capitale. I responsabili di questa brutta pagina di cronaca nera, che ha oscurato la competizione calcistica, umiliando l'immagine del nostro Paese all'estero, devono pagare. Ha ragione Severgnini : la vergogna di Roma va riscattata !

Renzi e Alfano battano un colpo, sostituendo il prefetto e il questore di Roma, che non hanno saputo garantire, con avvedutezza e sagacia, una attesa ma normale partita di pallone. Non ha torto Marione Sconcerti ad ammonire : guai ad abituarsi all'illegalità, alla proterva prepotenza del romano Gastone e del partenopeo "Genny" a'carogna !

Da valutare la proposta del Presidente della Lega, Beretta : una legge per vietare l'accesso agli stadi ai tifosi con precedenti penali. Resteranno impressi nella memoria dei giornalisti esteri, che erano seduti accanto a me, in tribuna-stampa, il caos, lo sconcerto, l'indecisione, il silenzio, il rimpallo sull'assunzione delle responsabilità, in quei drammatici 40 minuti del primo sabato di maggio, intercorsi tra la diffusione delle notizie frammentarie sulla sparatoria fuori dallo stadio e l'ordine, tardivo, della questura : tutti in campo, the football must go on !

Da Renzi a nonna Rosy Bindi al silente Capo del Coni, Giovannino "Megalò", enorme Rolex al polso, all'ultimo funzionario del calcio milionario, i responsabili, politici e sportivi, non hanno saputo gestire, con efficienza e sangue freddo, una situazione molto tesa, ma non tragica. Vergognosa la sfilata dei dirigenti della questura di Roma e del basito capitano del Napoli, l'austriaco crestacrinito Hamsik, presso la curva Nord dell'Olimpico per chiedere un atteggiamento benevolo a "Genny 'a carogna", parente di un camorrista, e agli altri agguerriti capi della tifoseria ultras del club campano. Eppure, lo Stato non trattò con le BR,che uccisero Aldo Moro. Mentre esiste un lontanto e inquietante precedente : la trattativa tra il boss della camorra, don Raffaele Cutolo, e i terroristi. Ma, all'epoca, era in ballo la vita dell'ostaggio, l'assessore regionale della DC, don Ciro Cirillo, non lo svolgimento di un match di pallone....

De Laurentiis ha vinto, in un clima surreale e assurdo, la quinta Coppa Italia del Napoli. Ma la Fiorentina non è l'unica sconfitta del 3 maggio. Una brutta pagina di sport, con l'inno di Mameli, cantato da Matteino Renzi ma fischiato dalla metà dei presenti. E, soprattutto, con la grave legittimazione dei gruppi violenti, che hanno visto, per l'ennesima volta, non contestato il loro strapotere nel circo pallonaro.

A costoro, paradossalmente, è stato delegato il compito di decidere se Fiorentina-Napoli si dovesse giocare o meno. Mentre le autorità, apparse tutt'altro che autorevoli, lanciavano appelli surreali, rilasciando alla RAI pompose e inutili interviste in ginocchio, gli spettatori attendevano, impauriti, senza che nessuno provvedesse a informarli sugli eventi. E, dopo la notte di terrore, lo scudetto è andato alla Juventus di Conte - nobile di cognome, ma non nelle esternazioni- grazie al clamoroso, e imprevisto, crollo della "Magica" di Totti contro il derelitto, e quasi retrocesso in B, Catania...

A Matteino Renzi un consiglio. Mediti sulle parole di un politico di eterno corso, uno di quei "professoroni" esperti, detestati dal premier, Giuliano Amato : " Un governante deve ascoltar tutti, mediare, cercare soluzioni ragionevoli. Ma, alla fine, deve decidere, assumendosi le proprie responsabilità !". Pietro Mancini

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