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Cronache

Smooke, l'azienda torinese leader in Italia nel settore delle E-cig e primo produttore ad aver aperto la strada alla loro vendita in negozio nel nostro Paese, risulta completamente estranea ai fatti che hanno indotto il Procuratore di Torino Guariniello ad aprire un fascicolo di indagine a seguito scoperta in 6 liquidi per sigarette elettroniche, importati dall'estero, di metalli pesanti, tossici o cancerogeni.

"Per questo motivo siamo rimasti sconcertati - spiega Filippo Riccio, amministratore delegato dell'azienda - nel vedere utilizzate delle immagini dei nostri prodotti e dei negozi della nostra rete in franchising all'interno di alcuni servizi televisivi. Il loro uso è completamente illegittimo e accosta il marchio e i prodotti Smooke a vicende che non solo ci vedono del tutto estranei, ma che, anzi, abbiamo deprecato pubblicamente e a mezzo stampa, auspicando controlli rigorosi per produzioni di qualità e certificate, in modo da estromettere dal mercato chi si comporta in modo scorretto".

La condotta di Smooke è stata sempre improntata alla massima trasparenza e tutti i prodotti commercializzati, sia i liquidi che i dispositivi E-cig, sono controllati e dispongono di tutte le certificazioni di legge. Lo testimonia anche il fatto che, di recente, proprio la Procura di Torino ha disposto il dissequestro di un campione di 460 mila flaconcini, che erano stati acquisiti a gennaio 2013 esclusivamente per una questione relativa alla loro etichettatura. In tale occasione i Nas hanno effettuato tutti i controlli previsti della legge sui liquidi, confermando la decisione di restituire i flaconcini all'azienda.

Su ogni prodotto Smooke effettua controlli accurati e costanti che garantiscono il pieno rispetto delle normative europee vigenti in materia di certificazioni e analisi di laboratorio: D.lgs. 65/2003, direttiva 2006/95/CE sulla bassa tensione - Norme europee standard EN60950 - 1; direttiva 2004/108/EC sulla compatibilità elettromagnetica - EN61000-6-2; EN61000-6-4 Limiti di emissione ed immunità per dispositivi industriali elettronici; direttiva 1907/2006 del 18 dicembre 2006 (REACH) per il Liquido Conforme ai Regolamenti CE; direttiva 1272/2008 del 16 dicembre 2008 (CLP) per il Liquido Conforme ai Regolamenti CE.

A denunciare l’inutile allarmismo di questi giorni, anche la LIAF – Lega Italiana Anti Fumo, come si legge in un articolo pubblicato sul portale dell’Associazione: “La sensazione netta è che si voglia spettacolarizzare la notizia, facendo grande confusione e privando il pubblico di una corretta informazione. Soprattutto la sensazione netta è che si voglia demonizzare la sigaretta elettronica ad ogni costo, dimenticando che esiste una ampia letteratura scientifica che dimostra come metalli pesanti e altre sostanze tossiche siano presenti nelle verdure (straordinari concentratori naturali) che mangiamo e nell’aria delle nostre città inquinate che respiriamo. Vieteremo i pomodori dalla dieta mediterranea? Bandiremo i veicoli dalle nostre città? Il vero problema è quello di capire quali siano le soglie di sicurezza per la salute dell’uomo. Ma anche in questo campo nessuna chiarezza.”

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