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Garlasco, bomba di Lovati: “Finto delitto passionale”. Dalla bici nera all’ora del delitto: che cosa non torna

La ricostruzione dell’ex legale di Sempio: scena del crimine “simulata”

Garlasco, bomba di Lovati: “Finto delitto passionale”. Dalla bici nera all’ora del delitto: che cosa non torna
Alberto Stasi, Chiara Poggi e Andrea Sempio

La ricostruzione dell’ex legale di Sempio sulla scena del crimine “simulata”: così hanno curato ogni dettaglio

Il caso Garlasco si fa sempre più intricato dopo la pubblicazione della perizia di Cristina Cattaneo, l’esperta scelta dalla Procura di Pavia, che stravolge tutto. Secondo alcune indiscrezioni, la sua consulenza indicherebbe che Chiara Poggi sarebbe stata uccisa tra le 10 e le 11.30, più tardi di quanto stabilito finora. Se confermato, questo spostamento temporale potrebbe escludere Alberto Stasi dalla scena del delitto, visto che lui addirittura prima delle 10 era già a casa sua a scrivere la tesi, come confermano le varie perizia informatiche. A complicare ulteriormente il quadro, arrivano le dichiarazioni dell’ex legale di Andrea Sempio, uno dei più esperti sui dettagli di questo delitto, avendo studiato tutte le carte.

Massimo Lovati torna in tv e insiste nel considerare l’omicidio di Chiara Poggi come “premeditato”, con la scena del crimine “simulata” in tutti i suoi dettagli, a partire dalla bicicletta che “gli assassini” – dove il plurale è riferito alla possibile organizzazione – avrebbero messo appositamente fuori dalla villetta per indirizzare le indagini contro Alberto Stasi. “Si sa – dice Lovati a Mattino 5 – che Alberto Stasi ha una bicicletta nera, quale migliore occasione di mettere una bicicletta nera” anche se “non era quella?”. In questo modo le indagini sarebbero state indirizzate verso l’allora fidanzato della vittima.

Si torna a parlare anche della possibilità che Chiara la sera prima del delitto abbia messo mano alla tesi di Alberto, in studio scoppia il dibattito, sulla possibile scoperta di foto intime sul pc del fidanzato. “Non è un passaggio di poco conto – si dice a Ore 14 – vuol dire che lei non era turbata da immagini che potrebbe aver visto o da altri motivi legati a questo”. Su questo concorda il giornalista Luca Fazzo: “Assolutamente, lo scenario di una Chiara che scopre improvvisamente foto sconvolgenti, ma che subito dopo invece di chiamare Alberto o chiudersi in bagno a piangere si mette a correggere la sua tesi, quindi a fargli una cortesia, mi sembra più inverosimile di tante altre sentite in questi mesi”.