“Il caso Garlasco? Se fosse vero che un corpo come il Ris dei carabinieri aveva degli elementi che deponevano a favore dell’innocenza di Stasi e si sono persi, sarebbe estremamente grave. Penso che se è stato buttato in galera per 16 anni un innocente, e uno per finire in galera per tanto tempo deve superare ogni dubbio e sospetto, se è vero quello che stiamo leggendo oggi, se fosse confermato, torno ad essere ministro della Repubblica, ne chiederemo conto, faremo un’interrogazione“. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, a ‘Quarta Repubblica’, su Rete 4.
“Spero che si assumano la loro responsabilità“, le poche parole di Alberto Stasi, che a causa di quel controverso esame ha trascorso dieci anni in carcere. Da parte sua c’è la massima fiducia nel lavoro dei pm di Pavia diretti da Fabio Napoleone e nei carabinieri della Squadra omicidi del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano. Una fiducia nella giustizia mai venuta meno in questi 19 anni: “Ho fiducia negli uomini di buona volontà”, aveva detto all’indomani della notizia della riapertura. Ora – riporta Il Corriere della Sera – la possibile revisione della sua condanna sembra più vicina. Sicuramente l’istanza verrà presentata nelle prossime settimane dai suoi legali, ma non è escluso che sia anche la procuratrice generale Francesca Nanni a investire della questione i magistrati della Corte d’appello di Brescia.
Ma la famiglia Poggi non crede a questa nuova pista. “I dati evocati in relazione alle prove acquisite in contraddittorio nei confronti di Stasi — dicono i genitori di Chiara — non fanno che riproporre temi di prova già noti ed ampiamente approfonditi. Ci auguriamo che la vicenda venga quanto prima sottoposta alla Corte di Appello che potrà rilevare l’assenza di qualsiasi elemento di novità, ponendo fine all’impropria ricerca di un colpevole alternativo”.


