Delitto di Garlasco, verso l’udienza preliminare per Sempio: i legali dei Poggi rinunciano alle repliche, il 18 ottobre scade il termine
I legali della famiglia Poggi non presenteranno memorie né contro-consulenze alla Procura di Pavia in risposta agli ultimi approfondimenti dei magistrati, che accusano Andrea Sempio dell’omicidio di Chiara Poggi. Lo ha riferito all’AGI l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, che assiste i genitori e il fratello della vittima insieme al collega Francesco Compagna. I due difensori avevano già annunciato che non si sarebbero costituiti parti civili in vista dell’udienza preliminare a carico di Sempio, ormai data per certa.
Le prossime tappe
Le parti hanno tempo fino al 18 ottobre per depositare le repliche ai pubblici ministeri, convinti della colpevolezza dell’amico del fratello di Chiara, Marco Poggi. La richiesta di rinvio a giudizio da parte del pool guidato dal procuratore Fabio Napoleone non dovrebbe arrivare molto dopo questa data. A quel punto si aprirà la fase più delicata, con diversi nodi tecnici da sciogliere: l’ordinamento non contempla due colpevoli per uno stesso omicidio non in concorso tra loro. È probabile che il giudice dell’udienza preliminare di Pavia sospenda l’udienza in attesa di chiarire le prospettive, a cominciare dall’avvio di un iter per la revisione della condanna a 16 anni inflitta ad Alberto Stasi.
Intanto, il team di Sempio sta studiando le ultime relazioni della Procura, tra cui quella firmata dall’antropologa forense Cristina Cattaneo e da Biagio Eugenio Leone. Il documento sostiene che l’intervallo tra le prime lesioni e la morte di Chiara sia “più verosimilmente” nell’ordine di alcune decine di minuti: “prudentemente” non inferiore a circa 15-30 minuti e “plausibilmente” tra 30 e 60, pur senza una definizione scientifica più precisa. È probabile anche una replica allo studio di Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, secondo i quali le dimensioni di una scarpa Frau taglia 42 risultano compatibili con il piede di Sempio.
L’unica vera risposta alle ultime mosse della Procura potrebbe riguardare l’impronta 33, una mano destra lasciata sul muro della villetta di via Pascoli. Per gli inquirenti è attribuibile a Sempio. Per il dattiloscopista Luigi Bisogno, incaricato dai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, non è invece riconducibile all’indagato. In un’intervista alla Provincia Pavese nei giorni scorsi, Bisogno ha spiegato che sull’impronta andrebbe svolta una perizia super partes. Intanto, la procuratrice generale Francesca Nanni e l’avvocata generale Lucilla Tontodonati stanno studiando con attenzione il fascicolo e riflettono sull’opportunità di un’istanza di revisione, di cui dovrebbe occuparsi la Corte d’Appello di Brescia. Una decisione a breve appare difficile: i tempi sembrano piuttosto lunghi.


