Andrea Sempio teme di poter essere vittima di un errore giudiziario. Il 38enne, indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, torna a parlare della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco e delle accuse nei suoi confronti. Lo fa nel corso di un’intervista a Porta a Porta, nella quale ribadisce la propria estraneità ai fatti e contesta la ricostruzione investigativa. “La paura di essere vittima di un errore c’è assolutamente”, ammette, sottolineando come anche la giustizia possa sbagliare.
“Se ci sono dei dubbi, se c’è qualcosa che non è stato svolto al 100%, magari sono stati anche commessi degli errori, è giusto rifare l’indagine e andare a verificare”, osserva Sempio. Che, tuttavia, non ritiene siano state commesse irregolarità negli accertamenti che lo avevano riguardato in passato e che si erano conclusi con l’archiviazione della sua posizione.
“Francamente, per quello che è stato ad esempio il mio coinvolgimento anche nel 2016, io non vedo errori nelle indagini”, precisa. Ma aggiunge: “Il pensiero che possa esserci un errore da qualche parte è possibile, perché la giustizia comunque è amministrata da uomini e quindi possono sbagliare”.
Sempio contesta la ricostruzione dell’accusa: “Un racconto tirato per i capelli”
A preoccupare Sempio è soprattutto la possibilità che alcuni elementi raccolti dagli investigatori vengano interpretati in modo per lui errato. “Ritengo che qualora uno degli elementi che oggi vengono puntati contro di me non venisse ritenuto spiegabile, quello secondo me sarebbe un errore”, afferma. L’indagato parla anche del peso personale di un’inchiesta che ormai si trascina da tempo. “È difficile da far capire perché comunque sono passati quasi due anni. Per le persone questa è stata una vicenda che hanno visto in televisione, hanno seguito con interesse: colpi di scena e tutto. Però sono due anni che andiamo avanti, una follia”.
Sempio respinge quindi quella che considera la ricostruzione complessiva degli investigatori, soffermandosi in particolare sull’ipotesi di un suo presunto interesse ossessivo nei confronti di Chiara Poggi. “Il racconto finale a me sembra tirato per i capelli”, sostiene, citando i video che, secondo quanto afferma, non avrebbe mai visto e l’ipotesi che avrebbe cercato di avvicinare telefonicamente la ragazza, arrivando persino a minacciarla. Una ricostruzione che giudica poco credibile anche alla luce delle modalità ipotizzate per il delitto, tra l’eventualità che Chiara gli abbia aperto la porta e quella di un ingresso attraverso il cortile. “Il risultato finale secondo me non regge”, conclude.
Garlasco, lunedì il vertice della difesa sulle nuove perizie
Intanto, sul fronte giudiziario, la difesa di Sempio prepara la risposta agli ultimi atti depositati dalla Procura di Pavia. Lunedì 12 ottobre gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia incontreranno i propri consulenti per valutare quali osservazioni presentare ai magistrati e quante memorie depositare entro il termine del 18 ottobre. Al centro del confronto ci saranno le nuove relazioni tecniche allegate alla seconda chiusura delle indagini, notificata il 28 settembre. Tra queste, la consulenza dell’antropologa forense Cristina Cattaneo e di Biagio Eugenio Leone, che affronta il tema della durata dell’aggressione e del tempo trascorso tra le prime lesioni e la morte di Chiara Poggi.
Secondo la relazione, l’intervallo sarebbe quantificabile nell’ordine di alcune decine di minuti, con una durata prudenzialmente non inferiore a 15-30 minuti e plausibilmente compresa tra 30 e 60 minuti, pur senza la possibilità di una determinazione scientifica più precisa.
Un altro documento al vaglio della difesa è quello dei consulenti Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, secondo i quali le dimensioni di una scarpa Frau numero 42 sarebbero compatibili con le misure del piede di Sempio. Un elemento che l’indagato ha già contestato pubblicamente, sostenendo di aver sempre calzato scarpe numero 44.
“Lunedì prossimo faremo una riunione con i consulenti per confrontarci e decidere su quali punti rispondere e cosa rispondere. Abbiamo tempo fino al 18 ottobre”, ha spiegato l’avvocato Cataliotti. La difesa punta dunque a esaminare nel dettaglio le conclusioni dei consulenti della Procura prima di decidere come replicare all’impianto accusatorio. Sullo sfondo resta la condanna definitiva a 16 anni di carcere di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi, mentre la nuova indagine pavese si avvicina alla fase delle determinazioni sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio per Sempio.


