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Garlasco, nel 2007 indagine “Stasi-centrica”? Dalle chiamate a casa Poggi allo scontrino: il dibattito a Storie Italiane

In studio il colonnello Gennaro Cassese, colui che ha messo piede per primo sulla scena del crimine nel 2007

Garlasco, nel 2007 indagine “Stasi-centrica”? Dalle chiamate a casa Poggi allo scontrino: il dibattito a Storie Italiane
programmi tv 24 maggio 2022 alberto stasi

La dinamica del delitto di Garlasco rischia di essere totalmente ribaltata da quanto sta emergendo dalle nuove indagini, non più Alberto Stasi al centro della scena ma Andrea Sempio. Nel dibattito in tv a Storie Italiane, il programma di cronaca condotto da Eleonora Daniele in onda su Rai1 dalle 9.50 alle 12.30 da lunedì a venerdì, sono emersi una serie di dettagli inediti, fin qui mai presi in considerazione. Il colonnello Gennaro Cassese, colui che ha messo piede per primo sulla scena del crimine nel 2007, con i suoi agenti e la scientifica, ha ripetuto più volte durante i suoi interventi: “Ci siamo concentrati su Stasi“.

Cassese parla ad esempio dei tabulati telefonici, dicendo di non aver scaricato quelli di Andrea Sempio, nonostante quelle tre telefonate “sospette” fatte a Chiara nei giorni prima del delitto. “Col senno di poi è stato un errore – dichiara Cassese – ma noi all’epoca Sempio non lo attenzionammo e controllammo solo quelli di Chiara“. Anche sulla famosa bicicletta che avrebbe incastrato Stasi, Cassese ribadisce: “Era quella la pista che seguivamo, con l’aiuto anche dei Ris”. Ora però dalla nuova ricostruzione sul delitto sta emergendo anche la possibilità che il killer possa essersi allontanato a piedi.

Cassese poi rivela particolari relativi all’interrogatorio di Sempio, ribadendo che però “Andrea non era attenzionato da noi all’epoca“. Alla domanda sul perché decisero di riconvocare in procura Sempio dopo il primo interrogatorio, Cassese risponde così: “Ci dimenticammo di chiedergli che cosa avesse fatto il 13 agosto“. Mentre sulle tracce di scarpe trovate sul luogo del delitto: “Le impronte erano un 42, Sempio aveva il 44. Quindi comunque non gli avrei chiesto conto di quello”.

Cassese parla anche del famoso scontrino, l’alibi di Sempio. E allontana l’ipotesi che potesse appartenere all’amico della madre di Sempio, dicendo che “essendo un vigile del fuoco, non poteva allontanarsi dal luogo di lavoro in orario di servizio. Questo me lo confermò il suo comandante”. E sull’ipotesi di un’indagine “Stasicentrica“, Cassese ribatte: “No, abbiamo esteso le indagini, non è vero”.

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