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Garlasco, Chiara e quel “con te non parlo” a Sempio. L’imitazione con voce femminile

Tutto ruota attorno a quella famosa telefonata a casa Poggi, quando il fratello della vittima era in montagna con i suoi

Garlasco, Chiara e quel “con te non parlo” a Sempio. L’imitazione con voce femminile

Il giallo del delitto di Garlasco si fa sempre più intricato e anche contraddittorio. Gli interrogatori in Procura delle gemelle Cappa e di Marco Poggi avevano uno scopo preciso per i pm, quello di certificare la colpevolezza di Andrea Sempio, che per l’accusa è l’unico colpevole dell’omicidio di Chiara. L’avrebbe colpita 12 volte con un’arma non ancora identificata, in seguito a un approccio sessuale rifiutato. Tutto ruoterebbe intorno a una telefonata fatta da Sempio a Chiara pochi giorni prima del delitto. Non ci sono riscontri sul reale contenuto della telefonata, ma ad incastrare Sempio sarebbero state le intercettazioni ambientali, quando parlava da solo in macchina, imitando anche una voce femminile, presumibilmente quella della vittima.

Sempio, parlando ad alta voce in macchina, avrebbe ammesso di aver visto uno dei video intimi di Chiara e Alberto. Poi avrebbe riassunto il presunto dialogo avuto con Chiara, alternando la sua voce maschile a quella femminile, facendo proprio la narrazione con il doppio ruolo. “Non ci voglio parlare con te“, dice Sempio facendo riferimento a quanto gli avrebbe detto Chiara al telefono. E quando lui le avrebbe chiesto di vedersi, lei avrebbe attaccato la cornetta. Sempio aveva sempre dichiarato di aver “fatto per sbaglio” la telefonata a casa Poggi, ma queste sue parole in libertà in macchina smentirebbero la sua versione.

Dopo aver letto il contenuto delle intercettazioni, i legali di Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, chiedono a gran voce la revisione del processo per il loro assistito. “Di primo acchito, quando l’ho letta – dice l’avvocata Giada Bocellari in tv a Realpolitik – sono sobbalzata perché punta su un paio di passaggi che sono fondamentali. Se fosse confermato il testo dell’intercettazione e non fosse stata isolata, sarebbe agghiacciante e a quel punto l’obiettivo sarebbe quello di tirar fuori dal carcere Alberto Stasi il prima possibile”.

Poi, sulla richiesta di revisione ha aggiunto: “Quando si fa la richiesta di revisione si può chiedere anche contestualmente la sospensione dell’esecuzione, in attesa del giudizio di revisione. Qualche tempo fa, non molto tempo fa, ho detto che non l’avremmo chiesta, non l’avremmo voluta, ma se il quadro indiziario fosse solido e ci fossero intercettazioni di questo tipo, allora il quadro probabilmente cambierebbe molto. E quindi potremmo chiederlo perché ci ricordiamo che c’è un ragazzo detenuto da più di 10 anni per questo omicidio”. Poi parla della reazione di Stasi dopo quelle intercettazioni: “Non aveva uno stato di ansia, ma di commozione, reazione un po’ diversa dal solito“.