Il giallo di Garlasco continua nonostante la chiusura delle indagini nell’ennesimo tentativo di arrivare alla verità sull’omicidio di Chiara Poggi. Dopo oltre 19 anni non esiste nessuna certezza sul killer. Tutto è tornato in discussione dopo la scoperta del possibile errore del Ris relativamente alla prova regina che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. La presenza o meno del Dna di Chiara sui pedali della bici del fidanzato stravolgerebbe tutto e porterebbe all’ennesimo ribaltone, con Stasi che andrebbe verso la revisione del processo. L’unico nuovo indagato è Andrea Sempio, ma anche sull’amico del fratello di Chiara non ci sono prove schiaccianti ma solo indiziarie.
Sempio è tornato a sfogarsi in tv e ha raccontato la sua verità. “Oggi – dice Sempio a Porta a Porta da Vespa – non sto vivendo: o chiuso in camera, o dall’avvocato. La mia vita è quella. Spero di poter risolvere tutto in udienza preliminare, di non affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi. Perché per quanto uno si possa sentire sicuro, poi deve riuscire a spiegare le cose in aula, e non è così automatico“. Sempio ha anche ammesso che, a questo punto, “il pensiero che si possa arrivare al carcere c’è, ma francamente cerco di non pensare a questa eventualità”. E, comunque vada, ha confessato di temere che in ogni caso possa rimanergli appiccicato il “marchio” del killer: “Cerco di non immaginare come potrà essere dopo, perché comunque vedo difficile l’idea di ricostruirmi una vita“, ha risposto.
“Per il momento – ha concluso Sempio da Vespa – cerco di non interrogarmi, so che la macchia di “assassino che se l’è cavata”, quella non te la levi: è una cosa su cui cerco di non farmi domande per adesso, è troppo in là”. Quanto a Stasi, Sempio ha ribadito che “la condanna è giusta. Ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che vedrebbe Stasi innocente”.


