Il delitto di Garlasco resta uno dei casi giudiziari più misteriosi ed enigmatici della storia recente italiana. L’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, va verso la revisione del processo, in quanto innocente e non presente sulla scena del crimine. Il nuovo indagato, Andrea Sempio, viene invece ritenuto colpevole dai pm, ma nelle 300 pagine dell’informativa si parla genericamente di “rifiuto a un approccio sessuale e odio”. Poi non ci sono riscontri concreti, a parte dei soliloqui in macchina, in cui Sempio per gli inquirenti confesserebbe il delitto. Ma i suoi legali ribattono che commentava solo dei podcast che parlavano di lui. Niente “pistola fumante” insomma e prove solo indiziali, come il Dna trovato sotto le unghie di Chiara, appartenente al suo ceppo familiare e l’impronta 33 sul muro vicino alla porta a soffietto, attribuita a lui.
Spunta intanto una vita sentimentale passata di Andrea Sempio, esce allo scoperto una sua ex. Si tratta di una ragazza di una decina di anni più giovane di Sempio, con la quale lui ha avuto una storia di tre anni. La donna è stata sentita dai carabinieri nei mesi scorsi e ha raccontato la loro storia, risalente al 2014-2015. “Abbiamo iniziato ad uscire insieme e da lì è nata una relazione sentimentale che è andata avanti per tre anni”. Nell’interrogatorio, le viene chiesto se avesse mai mandato foto intime al suo ex. “In più occasioni, – risponde la ragazza e lo riporta Il Corriere della Sera – anche senza che lui me lo chiedesse. La ritenevo una cosa del tutto normale in una coppia“. Avete girato video intimi? “No, e non me l’ha mai chiesto”. Poi si fa riferimento a un biglietto trovato a casa di Sempio e riferito proprio a lei, visto che le aveva dato il nomignolo “Mao”. Sempio lo scrive nel 2022, anni dopo quella relazione, dopo un incontro a casa sua: “Si capiva che aveva paura le facessi qualcosa“.
Ma la ragazza minimizza e dice che probabilmente era preoccupato, perché in quel periodo era fidanzata con un altro e “non volevo ci vedessero in giro”. Lei era presa da Sempio a tal punto che avrebbe voluto che entrambi presentassero il partner ai genitori: “Lui non se l’è sentita e così ho deciso di interrompere”, racconta la ragazza ai carabinieri. Un elemento nuovo e importante che potrebbe essere usato dalla difesa in caso di un eventuale processo, che ribalterebbe in parte tutto il suo disagio con le donne e quella narrazione fatta sull’indagato che sarebbe poi sfociata, secondo l’accusa, nell’omicidio di Chiara.
Restano molti dubbi anche sulla ricostruzione dei possibili movimenti di Sempio in quella tragica mattina del 13 agosto 2007. Sempio avrebbe atteso in giardino dei Poggi, probabilmente nascosto, un segnale da parte di Chiara e avrebbe agito sfruttando l’apertura della porta da parte della vittima per far uscire i gatti. Stando infatti all’accusa, Chiara non voleva vedere Sempio, il riferimento è alla telefonata citata nei soliloqui: “Non voglio parlare con te”. Poi, una volta entrato in casa – stando sempre a una ipotetica ricostruzione dei fatti – i due avrebbero avuto una discussione e sarebbe iniziata l’aggressione, prima nella zona divano, poi verso il telefono e infine sulle scale che portano al seminterrato.
Poi, dopo l’omicidio, Sempio sarebbe fuggito dal retro della casa (forse sporco di sangue) e avrebbe raggiunto la casa di sua nonna, distante circa 500 metri da quella dei Poggi. Ma nessuno l’ha visto, lui non ha laciato tracce e la nonna non si è accorta di nulla di strano. Il ministro della Giustizia Nordio si è espresso così sul caso: “Com’è stato possibile condannare Stasi? La legge va cambiata. Una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado non può, senza l’intervento di nuove prove, poi essere condannata”. Ora nel mirino dei pm è finito Sempio. Ma anche su di lui ci sono “ragionevoli dubbi”.

