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Il Consap: “Riorganizzazione sì, ma con criterio. Rischio militarizzazione”

L’INTERVISTA/ Igor Gelarda, dirigente nazionale del sindacato di Polizia Consap, dice la sua sul progetto di riorganizzazione delle forze dell’ordine del governo Renzi e sulla polizia transnazionale Eurogendfor in un’intervista ad Affaritaliani.it

Igor Gelarda, dirigente nazionale del sindacato di Polizia Consap, dice la sua sul progetto di riorganizzazione delle forze dell’ordine del governo Renzi e sulla polizia transnazionale Eurogendfor in un’intervista ad Affaritaliani.it.

Igor Gelarda, che cosa ne pensa il Consap Polizia di un eventuale accorpamento tra le diverse forze dell’ordine?

Renzi ha detto che le forze dell’ordine costano troppo ma se si fa un discorso solo di soldi non va bene perché il concetto dovrebbe essere che la sicurezza è un investimento primario. Se ragionano seguendo solo principi di economia di mercato toppano in pieno. È vero che in Italia abbiamo 5 grosse forze di Polizia che arrivano anche a 9-10 contando quelle locali e tutto il resto. Nessun Paese al mondo ha una quantità tale di forze di Polizia. È chiaro che si creano sprechi di energie e risorse e una diminuzione della capacità di lavoro anche perché spesso si crea confusione tra i ruoli. Polizia e Carabinieri, per esempio, sono due corpi che hanno esattamente le stesse funzioni. Non è vero che in Italia mancano i poliziotti, ce n’è uno ogni 190 abitanti, il doppio di quanti ce ne sono in Inghilterra. I problemi sono altri: l’età media troppo alta, la mancanza di turnover, la scarsità di mezzi… Desideriamo anche noi risparmiare soldi per investire in attività e in maggiore operatività però bisogna intervenire con criterio.

E crede che il governo stia utilizzando un criterio sbagliato?

Negli scorsi giorni c’è stata una riunione al ministero dell’Interno dove è stato detto che si vogliono chiudere 300 presidi di Polizia in tutta Italia. Se questi sono i prodromi della riforma, cioè la semplice chiusura, iniziamo col piede sbagliato. La ristrutturazione è un conto, la destrutturazione un altro. Il sistema va riformato in modo serio e intelligente, magari con sale operative uniche, non con semplici fusioni che non hanno senso.

C’è il rischio di una militarizzazione?

Il rischio di militarizzazione c’è anche quando vengono impegnati i militari per strada per l’operazione “strade sicure”. La tendenza a militarizzare ciò che ha a che fare con i civili non va bene. Purtroppo manca il coraggio di riformare in maniera seria e strutturale. D’altronde in Italia abbiamo un codice penale che risale agli anni Trenta…

Che cosa ne pensa il Consap di Eurogendfor?

Dal 2007 si è creata una struttura transnazionale europea che di polizia militare. Il problema è che ha compiti e autonomie molto vaste garantite dal trattato di Velsen. Chi opera per Eurogendfor ha un’autonomia quasi illimitata. Finora si è occupata solo di ordine pubblico in Afghanistan, Mali e Haiti ma quello che fa venire dubbi è che non dipende da nessuna organizzazione dell’Ue ma da un comitato interno di alto livello costituito solo da membri che ne fanno parte. Abbiamo già Frontex e tante altre strutture, perché si è sentito il bisogno di questa nuova forza che può impegnare fino a 800 persone in 30 giorni? Si tratta di una struttura democratica con al suo interno però vastissime autonomie paramilitari.

@LorenzoLamperti

*Igor Gelarda ha scritto un libro su Eurogendfor: “La polizia (militare) europea”