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Cronache
Alluvione e disastro a Genova, il prefetto: "Allarme sino lunedì"

"E' stata fatta una valutazione e poi sono accaduti eventi diversi: evidentemente si e' sbagliata valutazione. Da qui a sostenere che queste persone vadano crocifisse ce ne corre". Cosi' il prefetto Franco Gabrielli, capo del Dipartimento della protezione civile in Prefettura a Genova, dopo l'alluvione che ha colpito la citta'. "Dal punto di vista delle previsioni, sicuramente qualcuno ha sbagliato, ma invito tutti a riflettere che le previsioni sono un punto di valutazione che sconta eventi che poi non necessariamente sono stati previsti".

La sua preoccupazione "e' che non si disperda il tanto di buono che e' stato fatto a Genova per il sistema di protezione civile. Il lavoro piu' grande sarebbe disperdere cio' cio' che di buono e' stato fatto per il sistema di protezione civile in questa citta' con le istituzioni e i cittadini. Se ci sono responsabilita' saranno accertate e so che ci sono inchieste a riguardo".

L'allarme continua: "Siamo ancora in piena emergenza. Le previsioni per le prossime ore non sono assolutamente confortanti sino alla giornata di lunedì".

Coldiretti, in Liguria rischio frane nel 98% dei comuni - In Liguria il 98 per cento dei comuni ha parte del territorio a rischio idrogeologico, coinvolgendo circa centomila persone che vivono in 'zone rosse', quelle piu' critiche. E quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti dell'ondata di maltempo in Liguria e a Genova che ha anche provocato la caduta di una frana sui binari della linea ferroviaria Genova-Ovada. Il maltempo si e' manifestato in Liguria con violente bombe d acqua dopo un calo record di quasi l'80 per cento delle precipitazioni, rispetto alla media nel mese scorso, che hanno reso il territorio piu vulnerabile, secondo una analisi della Coldiretti su dati Ucea. L'alluvione conferma la pericolosita' dei cambiamenti climatici che - sottolinea la Coldiretti - si manifestano con eventi estremi che si susseguono mettendo a dura prova la capacita' di assorbimento dei terreni e favorendo quindi le alluvioni.

Papa Francesco telefona a Bagnasco - Il Santo Padre, Papa Francesco, ha telefonato al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, per esprimergli solidarieta' dopo l'alluvione che ha colpito la citta'. Lo ha riferito lo stesso poporato, che stamattina ha effettuato un sopralluogo nelle zone colpite dal disastro. Il porporato ha riferito di aver ricevuto la telefonata dal Santo Padre mentre stava visitando gli alluvionati a Borgo Incrociati e in Via Canevari, dove si sono verificati ingenti danni a seguito dell'esondazione del torrente Bisagno. Il porporato ha riferito che "il Santo Padre era gia' informato, ma ha voluto avere da me informazioni aggiornate". Secondo il cardinale Bagnasco - che, avuta notizia dell'accaduto, ha lasciato i lavori del Sinodo per tornare nel capoluogo ligure - rispetto all'alluvione del 4 novembre 2011, "oggi la gente e' piu' arrabbiata, si sente ancora piu' abbandonata. Le persone con cui ho parlato mi hanno raccontato che in tre anni, dall'ultima alluvione, non hanno ricevuto nulla e che nulla e' cambiato" e "la situazione materiale appare decisamente piu' critica". I cittadini "si sentono abbandonati", ha aggiunto il presidente della Cei. Circa il fatto che sui luoghi dell'alluvione non si siano ancora visti ne' il sindaco ne' altri rappresentanti delle istituzioni locali, il cardinale Bagnasco ha affermato che "e' un dato di fatto che non fa bene al morale della gente".

La notte di paura - Un’altra notte di paura a Genova, colpita da due "bombe d’acqua" che hanno allagato molte zone della città, trasformando le strade in torrenti. L'acqua ha invaso di nuovo scantinati e negozi. La viabilità è molto critica. I sottopassi sono chiusi. La Protezione Civile, i vigili del fuoco e la polizia municipale hanno fatto scattare l’allerta massima, suonando le sirene per segnalare il pericolo perché i torrenti avevano superato i livelli di guardia.

LA CRONACA DEL DISASTRO - Ci risiamo. Genova ancora una volta nella morsa di acqua, fango e detriti. Stavolta sono esondati il Bisagno, lo Sturla e il rio Fereggiano. Questo e' uscito dagli argini. I danni sono enormi: tutta l'area della foce del torrente Bisagno e' sommersa di fango e acqua cosi' come quartieri retrostanti Brignole.

Auto, moto, cassonetti sono ammassati dove sono stati sospinti dalla furia della piena che ha devastato negozi, fondi, cantine, portoni, appartamenti al piano terreno. Fango e detriti ovunque. Un'alluvione costata la vita a un 57enne genovese, annegato nella piena del torrente Bisagno, lo stesso che alimento' la piena del rio Fereggiano nel 2011 causando la morte di sei persone. La vittima, residente a Marassi, stava camminando quando e' stata sorpresa dalla furia delle acque. Numerose le aree colpite della citta', in particolare in Valbisagno, nella zona di via Geirato a Molassana, in piazzale Adriatico, e poi Marassi, Quezzi, San Fruttuoso e Foce devastati. Panico e danni anche nel levante. C'e' stato anche lo sviamento, all'altezza di Bivio Fegino, di un treno Frecciabianca Roma-Torino, con lievi contusioni per due passeggeri e i due macchinisti. Ancora una volta le accuse rimbalzano da una parte all'altra quando si tratta di attribuire responsabilita'. Il primo cittadino, Marco Doria, denuncia che non c'e' stata alcuna segnalazione di allarme da parte delle autorita' preposte. "L'allerta non ci e' stata comunicata - dice - Non doveva essere il Comune a lanciare l'allerta meteo dopo cinque giorni di pioggia".

Il presunto mancato allarme sara' al vaglio degli inquirenti nell'inchiesta annunciata dal procuratore di Genova, Michele Di Lecce, che insieme al pm Gabriella Dotto aprira' un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo a carico di ignoti. Polemico anche il governatore della Liguria, Claudio Burlando, che ha sottolineato come "la rabbia non derivi dal fatto che non si riesca sempre a prevedere cosa accadra', ma dai tre anni di stop forzati ai lavori per la messa in sicurezza del torrente Bisagno. Ci sono state tre sentenze amministrative che hanno paralizzato l'intervento. E ora ne paghiamo le conseguenze". Il premier Renzi da Zola Predosa ha detto "non lasceremo soli coloro i quali vorranno ripartire e saremo pronti a fare la nostra parte". Renzi ha sottolineato che "adesso e' il momento della responsabilita'" e aggiunto "Non esprimo solidarieta' solo alla famiglia della vittima ma anche a tutti coloro che hanno subito danni, in particolare i commercianti che avevano avuto il negozio distrutto dall'acqua tre anni fa e che erano ripartiti e che adesso si sono ritrovati di nuovo in ginocchio. Vorrei rassicurarli sul fatto che trovando le opportune soluzioni giuridiche non li lasceremo soli". Renzi ha annunciato che finita la prima fase di emergenza andra' a Genova per incontrare il sindaco e il presidente della Regione e "per assicurare l'impegno del governo". Di "dolore che si ripete" ha parlato l'arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, dal Sinodo in corso in Vaticano.

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