“Si è vero, è stato uno choc, era inaspettato. Ho visto davanti a me i cardinali, alcuni increduli, altri non avevano capito bene. Era per tutti una sorpresa, con tutte le conseguenze di una sorpresa”. Sua Eccellenza l’arcivescovo Padre Georg Ganswein, intervistato da Rai Radio Uno ricorda così la decisione di Benedetto XVI di porre la parola fine al suo pontificato. Tutto accadde l’11 febbraio del 2013, durante il Concistoro per la canonizzazione di 813 martiri.
Continua padre Ganswein: “Lui mi comunicò non soltanto un’idea, una riflessione ma una decisione e io ho capito subito, anche se istintivamente ho detto: “Padre Santo, non è possibile!”, che era una decisione presa, maturata dopo tanta riflessione, con preghiera al Signore. Non c’era più niente da fare ” .
“Importante e’ capire bene -precisa padre Georg- che questo atto coraggioso non era una fuga, ma una decisone presa con grande responsabilità. Infatti, il diritto canonico dice che “la Sede vacante può verificarsi o a causa della morte di un papa oppure attraverso la rinuncia che deve essere ovviamente pronunciata in modo adatto. E così avvenne, così fu la rinuncia di Papa Benedetto XVI”.
Sulla possibilità che la scelta di Papa Benedetto possa in qualche modo rappresentare un precedente di cui ci si possa avvalere nel futuro, Padre Georg ha detto:”Papa Benedetto non ha condizionato o non condizionerà nessuno dei suoi successori. Certamente, con questo atto di rinuncia , ha determinato un fatto nuovo che deve essere rispettato”.
Ma cosa fa, come trascorre le sue giornate Papa Ratzinger? Ancora padre Georg: “Benedetto XVI ha detto una volta che lui si voleva ritirare sul monte, al monastero “Madrae ecclesiae”, dove voleva pregare, e con la preghiera, aiutare sia la Chiesa che il suo successore, Papa Francesco. Il Papa prega, studia, riceve persone, si occupa di un’ampia corrispondenza, sente musica, passeggia. La sua mattina inizia sempre con la Santa messa e con il Breviario; ogni tanto la sera suona anche il pianoforte”.
“Per me – detto ancora parlando del suo attuale lavoro con Papa Francesco – All’inizio del pontificato di Papa Francesco si è trattato di una sfida, una novità assoluta. Nessuno aveva prima di allora ricevuto questo incarico. Ma al tempo stesso, spero di poter rispondere a questa sfida e fare al meglio il mio lavoro sia per Papa Francesco che per Papa Benedetto XVI”. Sul monito dell’Onu alla Chiesa affinché sia più vigile e severa rispetto ai preti pedofili, Padre Georg ha detto: “All’inizio queste parole mi hanno stupito fortemente. Ma nel frattempo, sia Padre Lombardi che il segretario di Stato hanno detto quello che andava detto. E io non voglio aggiungere niente”.





















