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L’incontro di oggi è la dimostrazione che il mondo del gioco legale promuove e ricerca un fattivo e proficuo dialogo con le istituzioni e con tutte le realtà più sensibili, e attente impegnate nel sociale”.  Con queste parole Massimo Passamonti, Presidente di Confindustria Sistema Gioco Italia, ha introdotto i lavori del Convegno "Gioco-­Giocatori. Comportamenti e riflessioni" tenutosi oggi presso il Piccolo Teatro di Milano. “Riteniamo importante che oggi si siedano con noi al tavolo sia il Prof. Marco Dotti, giornalista di “Vita” impegnato nel “Movimento No Slot”, che il Prof. Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà e altri importanti esponenti della ricerca e degli studi sociali. Sono voci autorevoli che, pur partendo da posizioni anche distanti dalle nostre, intendono, con noi e con le Istituzioni, trovare un percorso condiviso per affrontare le tante questioni legate al gioco legale.”

Nel corso della mattinata sono stati presentati i risultati di due ricerche, la prima “Il Gioco problematico – Fattori di protezione e di rischio”, condotta dall’Università La Sapienza di Roma e Ipsos Public Affairs su un campione di 2.015 individui che abbiano giocato ad almeno un gioco che comporta una vincita di denaro negli ultimi 12 mesi; la seconda realizzata da Fondazione Sussidiarietà-­‐Università Cattolica su "Giocare per Gioco – Una ricerca su comunicazione e gioco responsabile". Dai dati della prima ricerca emerge come la maggior parte dei giocatori – stimati in circa 23.500.000 – intende il gioco un divertimento come molti altri. Lo studio non azzarda quantificazioni dei giocatori patologici, rimarcando che la diagnosi – sempre soggettiva e a cura di un medico specialista – è difficile e deve tenere conto di numerose variabili non facilmente standardizzabili. A oggi, i dati ufficiali stimano in circa 6.000 gli italiani in trattamento per “gioco patologico” presso i Serd. La ricerca invece individua i giocatori cosiddetti “problematici”, ovvero coloro che secondo le classificazioni internazionali manifestano un modo di giocare quali-­‐quantitativo che può esporre al rischio di sviluppare una dipendenza. Secondo i risultati della ricerca, questa tipologia di giocatori rappresenta una minoranza, seppure da tenere in considerazione e prevenire, pari all’1,65% della popolazione adulta, ovvero 790.000 italiani. Il dato si inserisce nella fascia mediana degli altri Paesi europei. “Gli operatori del settore ritengono sia giunto il momento di avviare un’attenta valutazione critica e responsabile dell’intero settore” ricorda Massimo Passamonti. “Oltre un anno fa, è nato il codice di autoregolamentazione per la pubblicità, a cui sono seguite quest’anno le linee guida per una comunicazione commerciale più attenta e responsabile. Ora riteniamo sia arrivato il momento di avviare un riordino complessivo dell'offerta di gioco, un vero “piano regolatore”, che tenga conto delle istanze territoriali. Come Confindustria SGI abbiamo proposto agli Organi regolatori un piano complessivo per il riordino del settore degli apparecchi in Italia” – dichiara Massimo Passamonti –.

“Primo step l’eliminazione degli apparecchi da quegli esercizi generalisti che per loro natura non possono garantire un adeguato controllo nei confronti del gioco minorile, insieme all’eliminazione di attività di gioco da tutti gli esercizi al di sotto di una metratura minima di 20mq. Abbiamo poi proposto il ritorno a un contingentamento massimo pari a non più di 4 AWP per esercizio e, seguendo le prescrizioni del D.L. Balduzzi, riteniamo ci sia anche l’opportunità di riconvertire una parte delle sale giochi in locali dedicati alle AWP, favorendo così una più stringente applicazione del divieto di gioco ai minori. Secondo le stime di Confindustria SGI, con le attività previste dalla prima fase di riordino si otterrebbe la riduzione di circa 11.000 punti di vendita e di circa 42.000 AWP. A questi interventi dovrebbe poi seguire una possibile seconda fase per valutare l’introduzione di partizioni all’interno dei punti vendita “generalisti” per ridurre la visibilità degli apparecchi. Non è possibile allo stato attuale stimare a priori l’impatto quantitativo e qualitativo dell’intervento, motivo per cui sarà necessario un preventivo approfondimento da effettuarsi a seguito di un’analisi campionaria”, ricorda Massimo Passamonti.

“Parallelamente suggeriamo anche di intervenire nel comparto relativo alle VLT attraverso la definizione di un numero minimo di apparecchi installabili in un singolo esercizio, per poter così ridurre il numero di punti di vendita sul territorio, nonché definire regole chiare e severe per le pubblicità delle vetrine e delle insegne, obbligando i titolari dei punti di vendita ad un maggior “decoro urbano” secondo schemi da sottoporre poi a rigido controllo.” “Il mondo del gioco legale in Italia dimostra oggi la concreta volontà di affrontare le problematiche che le autorevoli ricerche presentate evidenziano. Abbiamo sempre cercato un fattivo confronto con le Istituzioni – nazionali e locali – e con le Associazioni impegnate nel sociale. Riteniamo questa giornata un importante appuntamento di discussione e approfondimento su problematiche e su proposte di soluzioni condivise. Una parte di queste proposte sono contenute nella Delega Fiscale, attualmente in discussione in Parlamento. Le nostre proposte concrete vogliono essere una base di partenza reale per affrontare i numerosi problemi del settore”, conclude Massimo Passamonti.

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L’incontro di oggi è la dimostrazione che il mondo del gioco legale promuove e ricerca un fattivo e proficuo dialogo con le istituzioni e con tutte le realtà più sensibili, e attente impegnate nel sociale”.  Con queste parole Massimo Passamonti, Presidente di Confindustria Sistema Gioco Italia, ha introdotto i lavori del Convegno "Gioco-­Giocatori. Comportamenti e riflessioni" tenutosi oggi presso il Piccolo Teatro di Milano. “Riteniamo importante che oggi si siedano con noi al tavolo sia il Prof. Marco Dotti, giornalista di “Vita” impegnato nel “Movimento No Slot”, che il Prof. Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà e altri importanti esponenti della ricerca e degli studi sociali. Sono voci autorevoli che, pur partendo da posizioni anche distanti dalle nostre, intendono, con noi e con le Istituzioni, trovare un percorso condiviso per affrontare le tante questioni legate al gioco legale.”

Nel corso della mattinata sono stati presentati i risultati di due ricerche, la prima “Il Gioco problematico – Fattori di protezione e di rischio”, condotta dall’Università La Sapienza di Roma e Ipsos Public Affairs su un campione di 2.015 individui che abbiano giocato ad almeno un gioco che comporta una vincita di denaro negli ultimi 12 mesi; la seconda realizzata da Fondazione Sussidiarietà-­‐Università Cattolica su "Giocare per Gioco – Una ricerca su comunicazione e gioco responsabile". Dai dati della prima ricerca emerge come la maggior parte dei giocatori – stimati in circa 23.500.000 – intende il gioco un divertimento come molti altri. Lo studio non azzarda quantificazioni dei giocatori patologici, rimarcando che la diagnosi – sempre soggettiva e a cura di un medico specialista – è difficile e deve tenere conto di numerose variabili non facilmente standardizzabili. A oggi, i dati ufficiali stimano in circa 6.000 gli italiani in trattamento per “gioco patologico” presso i Serd. La ricerca invece individua i giocatori cosiddetti “problematici”, ovvero coloro che secondo le classificazioni internazionali manifestano un modo di giocare quali-­‐quantitativo che può esporre al rischio di sviluppare una dipendenza. Secondo i risultati della ricerca, questa tipologia di giocatori rappresenta una minoranza, seppure da tenere in considerazione e prevenire, pari all’1,65% della popolazione adulta, ovvero 790.000 italiani. Il dato si inserisce nella fascia mediana degli altri Paesi europei. “Gli operatori del settore ritengono sia giunto il momento di avviare un’attenta valutazione critica e responsabile dell’intero settore” ricorda Massimo Passamonti. “Oltre un anno fa, è nato il codice di autoregolamentazione per la pubblicità, a cui sono seguite quest’anno le linee guida per una comunicazione commerciale più attenta e responsabile. Ora riteniamo sia arrivato il momento di avviare un riordino complessivo dell'offerta di gioco, un vero “piano regolatore”, che tenga conto delle istanze territoriali. Come Confindustria SGI abbiamo proposto agli Organi regolatori un piano complessivo per il riordino del settore degli apparecchi in Italia” – dichiara Massimo Passamonti –.

“Primo step l’eliminazione degli apparecchi da quegli esercizi generalisti che per loro natura non possono garantire un adeguato controllo nei confronti del gioco minorile, insieme all’eliminazione di attività di gioco da tutti gli esercizi al di sotto di una metratura minima di 20mq. Abbiamo poi proposto il ritorno a un contingentamento massimo pari a non più di 4 AWP per esercizio e, seguendo le prescrizioni del D.L. Balduzzi, riteniamo ci sia anche l’opportunità di riconvertire una parte delle sale giochi in locali dedicati alle AWP, favorendo così una più stringente applicazione del divieto di gioco ai minori. Secondo le stime di Confindustria SGI, con le attività previste dalla prima fase di riordino si otterrebbe la riduzione di circa 11.000 punti di vendita e di circa 42.000 AWP. A questi interventi dovrebbe poi seguire una possibile seconda fase per valutare l’introduzione di partizioni all’interno dei punti vendita “generalisti” per ridurre la visibilità degli apparecchi. Non è possibile allo stato attuale stimare a priori l’impatto quantitativo e qualitativo dell’intervento, motivo per cui sarà necessario un preventivo approfondimento da effettuarsi a seguito di un’analisi campionaria”, ricorda Massimo Passamonti.

“Parallelamente suggeriamo anche di intervenire nel comparto relativo alle VLT attraverso la definizione di un numero minimo di apparecchi installabili in un singolo esercizio, per poter così ridurre il numero di punti di vendita sul territorio, nonché definire regole chiare e severe per le pubblicità delle vetrine e delle insegne, obbligando i titolari dei punti di vendita ad un maggior “decoro urbano” secondo schemi da sottoporre poi a rigido controllo.” “Il mondo del gioco legale in Italia dimostra oggi la concreta volontà di affrontare le problematiche che le autorevoli ricerche presentate evidenziano. Abbiamo sempre cercato un fattivo confronto con le Istituzioni – nazionali e locali – e con le Associazioni impegnate nel sociale. Riteniamo questa giornata un importante appuntamento di discussione e approfondimento su problematiche e su proposte di soluzioni condivise. Una parte di queste proposte sono contenute nella Delega Fiscale, attualmente in discussione in Parlamento. Le nostre proposte concrete vogliono essere una base di partenza reale per affrontare i numerosi problemi del settore”, conclude Massimo Passamonti.

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