Carmelo Burgio mette la sicurezza al centro della sua candidatura a sindaco di Milano, rivendica il rapporto di lunga data con Roberto Vannacci e, soprattutto, lascia aperta la porta a un possibile passo indietro qualora Futuro nazionale raggiungesse un accordo con il resto del centrodestra in vista delle Comunali del 2027. L’ex generale dei carabinieri, 69 anni, in pensione dal 2022 e oggi candidato di Futuro nazionale a Palazzo Marino, ha delineato la propria posizione in un’intervista concessa a Il Giorno.
Burgio conosce Vannacci da molti anni, dai tempi in cui entrambi erano impegnati nei reparti militari. “Vannacci era capitano comandante di una Compagnia Incursori quando io ero nella palazzina di fronte e comandavo il Battaglione Paracadutisti”, racconta. Di lui dice di aver sempre ricevuto giudizi positivi: “Persona perbene, preparata, professionale”. E conferma di condividere anche i contenuti del libro Il mondo al contrario: “Certo, sono un uomo di destra”.
La candidatura milanese, spiega Burgio, non sarebbe però nata immediatamente nell’ambito del progetto politico di Vannacci. In precedenza l’ex generale era già stato avvicinato da “un gruppo di imprenditori”, ma aveva inizialmente escluso un proprio coinvolgimento diretto. Poi la nascita di Futuro nazionale e il rapporto con Vannacci hanno cambiato lo scenario. “Alla fine ho deciso di fare qualcosa per l’Italia”, sintetizza.
Burgio e il rapporto con Milano: “Anche l’Afghanistan non lo conoscevo”
Uno dei temi destinati ad accompagnare la sua campagna elettorale sarà inevitabilmente il rapporto con Milano. Burgio non ha svolto incarichi professionali in città e oggi vive a Tirano, in Valtellina. Rivendica però una frequentazione assidua del capoluogo lombardo dal 2013: “Ogni volta che vengo in città mi faccio tanti chilometri a piedi e ho imparato a conoscerla un po’”.
Alle obiezioni sulla sua conoscenza del territorio risponde richiamando la propria esperienza nell’Arma: “Un giorno mi hanno detto di andare a comandare la compagnia di Cagliari. Un altro mi hanno mandato a Trapani. In seguito mi hanno inviato in Afghanistan. Tutti luoghi che non conoscevo ma che ho imparato a conoscere”. Un metodo che, secondo Burgio, potrebbe essere applicato anche a Milano, attraverso la scelta di collaboratori competenti. Ma è soprattutto sul fronte della sicurezza che il candidato di Futuro nazionale usa i toni più netti. “Milano è una città insicura”, afferma, raccontando anche un episodio personale avvenuto nei pressi della Stazione Centrale, dove sostiene di essere stato avvicinato in modo aggressivo da un immigrato.
Burgio e le parole di Vannacci sui “rastrellamenti” a Rogoredo
Burgio interviene anche sulla polemica nata dalle parole di Vannacci sulla necessità di “rastrellare Rogoredo”, espressione contestata dal centrosinistra e in particolare da Pierfrancesco Majorino. L’ex generale precisa di conoscere perfettamente i limiti delle competenze di un sindaco, ma sposta il discorso sul rapporto tra amministrazione e forze dell’ordine.
“Un sindaco che si mette contro il prefetto non va bene”, sostiene. E accusa il centrosinistra e la giunta Sala di aver mostrato troppe cautele davanti agli interventi delle forze dell’ordine: “C’è sempre un ‘ma’”. Burgio cita anche il caso di Ramy Elgaml e torna a difendere i carabinieri coinvolti nell’inseguimento che precedette la morte del giovane. “Io sono sceso in campo anche per questo: bisogna difendere le forze dell’ordine”. Resta infine il nodo politico dei rapporti tra Futuro nazionale e il resto del centrodestra. Vannacci non ha escluso possibili accordi elettorali e Burgio chiarisce di non considerare la propria candidatura intoccabile.
“Accordo con il centrodestra? Io sono per il gioco di squadra”
“Io sono per il gioco di squadra e tutt’altro che orientato ad agire per consegnare la vittoria alle sinistre”, afferma. E alla domanda sull’eventualità di ritirarsi in presenza di un’intesa risponde senza chiudere alcuna porta: “Se si raggiungesse un accordo per cui Fn decidesse di aiutare un altro candidato del centrodestra, per me andrebbe benissimo. L’importante è vincere”. Un’apertura che rende la candidatura di Burgio, almeno per ora, tanto una bandiera identitaria di Futuro nazionale quanto una possibile pedina nella trattativa per la definizione dello schieramento che sfiderà il centrosinistra alle Comunali milanesi del 2027.

