La corsa per Palazzo Marino si arricchisce di un nuovo nome. Futuro Nazionale ha scelto Carmelo Burgio, generale dei Carabinieri in congedo ed ex paracadutista, come candidato sindaco di Milano alle elezioni comunali del 2027. Ad annunciarlo è stato Roberto Vannacci dalla Versiliana, con parole destinate immediatamente ad accendere lo scontro politico.
“È un generale dei Carabinieri, un paracadutista e un uomo delle istituzioni”, ha detto Vannacci presentandolo. Un profilo, ha aggiunto, con “una grande esperienza nel campo della sicurezza” e che a Caserta “ha lottato contro il clan dei Casalesi portando a termine operazioni spregiudicate”. Poi lo slogan: “Con lui Milano tornerà a essere la città della Madonnina e non dei maranza”. E ancora: “Date fiducia a Burgio e vedrete Milano rivoltata come un calzino”.
Vannacci: “Burgio saprebbe rastrellare Rogoredo”
A provocare le reazioni più dure è stato però il riferimento di Vannacci a Rogoredo, una delle zone simbolo dell’emergenza droga e sicurezza nel capoluogo lombardo. “Se gli chiedessimo di rastrellare Rogoredo saprebbe come farlo, senza i consigli del prefetto Gabrielli”, ha affermato il leader di Futuro Nazionale. Una formula, quella del “rastrellamento”, che ha provocato la risposta immediata di Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione Lombardia e tra i nomi più accreditati per le primarie del centrosinistra.
“Al di là del termine, orribile, siamo a un ex generale che candida un ex parà per dire che faranno i rastrellamenti dal Comune. Che bestialità”, ha commentato Majorino. Secondo l’esponente dem, Vannacci dimenticherebbe inoltre che “scelte anche drastiche sul tema della sicurezza dipendono innanzitutto dal prefetto e quindi dal ministro dell’Interno”.
Majorino: “La destra va sfidata sul terreno della serietà”
Per Majorino il centrosinistra non deve comunque sottrarsi al confronto sul tema della sicurezza. “È un tema importante, non va assolutamente ignorato e su di esso non si può scherzare né continuare a giocare a sparare idiozie strumentalizzandolo solo per alimentare lo scontro politico”. Il modello indicato dal capogruppo dem è quello proposto dall’ex capo della Polizia Franco Gabrielli: “Niente demagogia ma più integrazione tra i corpi dello Stato e azioni repressive e preventive insieme”.
Majorino ha quindi chiamato in causa direttamente il Governo anche sul caso Rogoredo: “A Milano stiamo ancora aspettando non solo i 500 agenti promessi dal governo della destra ma pure che Rfi metta in sicurezza l’area dove avviene lo spaccio per ostacolarlo”.
Scavuzzo: “Si porti rispetto agli uomini e alle donne in divisa”
Critica anche la vicesindaca Anna Scavuzzo, un altro dei possibili protagonisti delle primarie del centrosinistra per la successione a Giuseppe Sala. “La sicurezza di Milano la garantiscono ogni giorno prefetto, questore, i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Finanza”, ha osservato Scavuzzo. “Si porti rispetto per le donne e gli uomini in divisa”, che “servono lo Stato e rispondono all’autorità civile. Il sindaco risponde ai cittadini”.
Fiano: “Parlare di rastrellamenti è uno schifo”
“Penso che il candidato di Vannacci prenderà una sonora sconfitta ma siamo in democrazia e ogni partito ha diritto di candidare chi vuole. Parlare di rastrellamenti è uno schifo – Così il dem Emanuele Fiano oggi -. C’è chi i voti li cerca parlando alla pancia delle persone, la solita ricetta della destra di parlare alle paure delle persone. Vannacci ha capito che in questo momento premere l’acceleratore sulle cose più estreme può fare recuperare voti nell’estrema destra. Rastrellamento ricorda il 10 agosto 1944, sono parole terribili di chi non appartiene alle radici democratiche e antifasciste della nostra costituzione né della nostra città”.
Minelli (Anpi): “Mio padre partigiano si rivolta nella tomba”
“Penso che mio papà che è stato partigiano si rivolta nella tomba”: così il presidente dell’Anpi Provinciale di Milano, Primo Minelli, interpellato a margine delle commemorazioni per l’eccidio nazifascista del 10 agosto 1944 in piazzale Loreto sulle parole di Roberto Vannacci sul ‘rastrellare Rogoredo’ presentando il candidato di Futuro Nazionale per Milano, Carmelo Burgio. “Noi pensavamo di non sentire più parole drammatiche come ‘remigrazione’ che vuole dire deportazione. Purtroppo ci stiamo abituando, questa è la cosa drammatica: non possiamo accettare l’indifferenza di fronte a questi fenomeni” ha aggiunto Minelli, sottolineando che Vannacci “è un fascista e come tale il mio giudizio è già in questa parola”.
Nasce il comitato per Burgio
Intorno alla candidatura del generale si stanno intanto muovendo anche ambienti esterni a Futuro Nazionale. A Milano è stato costituito un comitato elettorale definito “indipendente e apartitico”, formato, secondo i promotori, da “un gruppo di imprenditori, professionisti e rappresentanti di famiglie storiche”. A presiederlo è il conte Alessandro Romei Longhena, ex paracadutista della Folgore e figura di lungo corso della destra cattolica. “Il nostro obiettivo è riportare ordine e buon governo a Milano, costruendo intorno al generale Burgio un consenso ancora più ampio di quello di Futuro Nazionale”, ha spiegato.
Non mancano però già le prime frizioni nell’area che sostiene l’ex generale. Luca Ferrazzi, responsabile lombardo dei vannacciani, ha dovuto smentire l’annuncio di una presunta conferenza stampa di presentazione di Burgio fissata per il 18 agosto, precisando che “nessuno è autorizzato a diffondere a nome di FnV notizie o informazioni che non siano state direttamente comunicate dal sottoscritto”.
Vannacci, intanto, ha ribadito l’intenzione di presentare Futuro Nazionale alle prossime amministrative nelle principali città chiamate al voto. “Correremo in tutte le grandi città: Milano, Bologna, Roma e Napoli. Ci presenteremo come Futuro Nazionale. Le alleanze le faremo eventualmente prima delle elezioni”.


