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Cronache
Riforma della Giustizia, Mattarella ai partiti. "Intervento rapido e rigoroso"

Riforma della Giustizia, Mattarella ai partiti. "Intervento rapido e rigoroso"

Sergio Mattarella, nel ricordare il giudice Falcone, morto per mano della mafia 29 anni fa, ne approfitta per sollecitare la politica su una riforma che dopo i continui scandali dal caso Palamara in poi, ormai non può più aspettare: quella della Giustizia.  Ecco dove si apre il punto più politico della sua riflessione. Bisogna cambiare molte cose. Lo chiedono tutti, - si legge sul Corriere della Sera - lui per primo, oltre alle stesse toghe che hanno smascherato i recenti scandali. Per farlo, ricorda ora sulla scia di quel che raccomandò un anno fa, «gli strumenti a disposizione non mancano… Si prosegua, rapidamente e rigorosamente, a far luce su dubbi, ombre, sospetti, responsabilità» di ciò che è affiorato in questa torrida primavera. Questa la precondizione per fare pulizia nel presente. Siccome però non basterà, incalza Mattarella, «si affrontino sollecitamenteein maniera incisiva i progetti di riforma nelle sedi cui questo compitoèaffidato dalla Costituzione», ossia in Parlamento.

 

La mafia c'è ancora ma non è invincibile. Sergio Mattarella torna nell'aula bunker da cui la Repubblica ha inferto duri colppi alla criminalità organizzata e nell'anniversario della strage di Capaci afferma: "La mafia, lo sappiamo, esiste tuttora. Non è stata ancora definitivamente sconfitta. Estende i suoi tentacoli nefasti in attività illecite e insidiose anche a livello internazionale. Per questo è necessario tenere sempre la guardia alta e l’attenzione vigile da parte di tutte le forze dello Stato. Ma la condanna popolare, ampia e possente, ha respinto con efficacia, in modo chiaro, corale e diffuso, i crimini, gli uomini, i metodi, l’esistenza della mafia".

"Nessuna zona grigia, nessuna omertà né tacita connivenza - ha esortato il Capo dello Stato -: o si sta contro la mafia o si è complici dei mafiosi. Non vi sono alternative". "La mafia teme, certamente, le sentenze dei tribunali. Ma vede come un grave pericolo per la sua stessa esistenza la condanna da parte degli uomini liberi e coraggiosi". Per il Presidente "la mafia ha sicuramente paura di forze dell’ordine efficienti, capaci di contrastare e reprimere le attività illecite. Ma questa paura l’avverte anche di fronte alla ripulsa e al disprezzo da parte dei cittadini e soprattutto dei giovani. La mafia, diceva Antonino Caponnetto, «teme la scuola più della Giustizia, l'istruzione toglie l'erba sotto i piedi della cultura mafiosa".
   

"Una organizzazione criminale, che ha fatto di una malintesa, distorta e falsa onorabilità il suo codice di condotta - ha detto Mattarella - in questi ultimi decenni ha perduto terreno nella capacità di aggregare e di generare, anche attraverso il terrore, consenso e omertà tra la popolazione". Dunque per il presidente della Repubblica "la mafia, con queste premesse, non è invincibile. Può essere definitivamente sconfitta, realizzando così la lucida profezia di Giovanni Falcone".

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