“Per Giulia c’è stata giustizia”. Sono le parole di Chiara Tramontano, sorella della 29enne uccisa a Senago il 27 maggio 2023, dopo la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano che ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione per Alessandro Impagnatiello. L’ex barman, già condannato all’ergastolo per l’omicidio della compagna incinta al settimo mese, ha ricevuto anche tre mesi di isolamento diurno. Un verdetto accolto con un applauso dalla famiglia Tramontano. Accanto a Chiara, fuori dall’aula, la madre Loredana Femiano e il fratello Mario. “Mi dispiace dover essere grata alla giustizia per aver fatto il suo corso, perché purtroppo nessuno garantisce a una vittima che, dopo tre anni, ci sia una giustizia vera. In questo caso, per Giulia, c’è stata”, ha dichiarato la sorella della vittima.
Chiara Tramontano: “Noi sempre a testa bassa, Impagnatiello in aula con spavalderia”
Nel commentare la sentenza, Chiara Tramontano ha sottolineato la differenza tra l’atteggiamento della propria famiglia e quello dell’imputato durante il processo. “C’è una netta distinzione tra la famiglia di Giulia e quella dell’imputato”, ha affermato, ricordando come i familiari della vittima abbiano sempre affrontato le udienze nel rispetto di tutti, senza mai alzare la voce. “Noi siamo entrati a testa bassa, noi che siamo le vittime di un omicidio assurdo”, ha aggiunto, prima di rivolgere parole durissime all’ex barman. “Vederlo oggi in aula, con la sua spavalderia…”, ha commentato con la voce rotta dall’emozione.
A sconvolgerla, ancora oggi, è soprattutto il pensiero della vita che la sorella aveva costruito accanto al suo assassino. “Pensare che mia sorella abbia condiviso la sua vita con una persona così, è una cosa che mette i brividi”, ha dichiarato Chiara, ricordando come Impagnatiello abbia avuto il privilegio di trascorrere parte della propria vita con Giulia, mentre per lei quell’incontro si è rivelato fatale.
“Impagnatiello non si è mai pentito. Dovrebbe chiedere scusa”
La sorella di Giulia ha poi rivolto un appello alle nuove generazioni, indicando nell’ex barman un esempio da non seguire. “Se volete un esempio da non seguire, dovete guardare chi è Alessandro Impagnatiello”, ha affermato, accusandolo di non aver mai mostrato un reale pentimento per quanto commesso. Secondo Chiara, anche l’atteggiamento tenuto dall’imputato durante l’ultima udienza dimostrerebbe l’assenza di rimorso. Impagnatiello, ha osservato, si sarebbe presentato in aula convinto di poter ottenere una decisione favorevole sulla premeditazione, anziché mostrare la volontà di chiedere perdono.
“È entrato in quest’aula credendo di avere il diritto di non vedersi riconoscere la premeditazione, quando invece dovrebbe avere il dovere di chiedere scusa“, ha dichiarato. E ha concluso con un’accusa netta: “Non ha neanche lontanamente l’atteggiamento di chi vuole fare ammenda“.
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