IIA, l’intervista al Presidente Simone Ranucci Brandimarte: a novembre torna l’Italian Insurtech Summit tra digitalizzazione e nuovi modelli di protezione
Il settore assicurativo italiano si prepara a una nuova fase di trasformazione, tra intelligenza artificiale, digitalizzazione e crescente attenzione alla prevenzione dei rischi. In questo scenario, il 19 e 20 novembre torna l’Italian Insurtech Summit, appuntamento dedicato all’innovazione nel mondo assicurativo, che riunirà compagnie, intermediari, startup, operatori tecnologici e istituzioni per confrontarsi sulle sfide e sulle opportunità del mercato.
Dagli investimenti nelle nuove tecnologie all’evoluzione del rapporto tra assicurazioni e consumatori, fino alla necessità di rendere le coperture più accessibili e rafforzare la cultura della prevenzione, sono numerosi i temi che accompagneranno il dibattito. Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association (IIA), racconta ad Affaritaliani le priorità della prossima edizione del Summit e analizza le prospettive di un settore chiamato a ripensare il proprio ruolo nella vita di cittadini e imprese.
L’intervista di Affaritaliani a Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association (IIA)
Presidente, il 19 e 20 novembre torna l’Italian Insurtech Summit. Quali saranno i temi centrali di questa edizione e quali gli obiettivi principali?
“Il settore assicurativo sta attraversando una trasformazione profonda, che non riguarda più soltanto l’adozione di nuove tecnologie, ma il ruolo stesso che le assicurazioni sono chiamate a svolgere nella vita di cittadini e imprese. L’Italian Insurtech Summit rappresenta un momento di confronto per comprendere la direzione di questa evoluzione e individuare le priorità su cui l’industria dovrà concentrarsi nei prossimi anni”, ha dichiarato il Presidente.
“Al centro del dibattito ci saranno l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione dei processi, l’evoluzione dei modelli distributivi e lo sviluppo di nuovi ecosistemi assicurativi, sempre più orientati a integrare protezione, prevenzione e servizi. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche alle competenze, alla capacità del settore di attrarre nuovi talenti e alla necessità di ridurre il divario di protezione che ancora caratterizza il nostro Paese. L’obiettivo è favorire un confronto concreto tra compagnie, intermediari, startup, operatori tecnologici e istituzioni, per trasformare l’innovazione in nuove opportunità di crescita per il mercato e in benefici tangibili per i consumatori. Oggi abbiamo a disposizione strumenti tecnologici che possono cambiare radicalmente il modo di fare assicurazione: la sfida è utilizzarli per costruire un settore più competitivo, accessibile e vicino ai bisogni delle persone“, ha detto Brandimarte.
Digitalizzazione e nuove esigenze dei consumatori stanno trasformando il settore assicurativo. A che punto è il mercato italiano e quali sono le principali sfide da affrontare?
“Il mercato assicurativo italiano sta accelerando sul fronte dell’innovazione, ma il percorso di trasformazione non è ancora omogeneo. Secondo le elaborazioni di Italian Insurtech Association, nel 2026 gli investimenti in innovazione assicurativa sono stimati a 1,65 miliardi di euro, di cui circa 250 milioni destinati all’intelligenza artificiale. Sono numeri che confermano come la digitalizzazione sia ormai una priorità strategica per il settore. Allo stesso tempo, però, esistono ancora differenze significative tra gli operatori. L’Insurtech Investment Index 2025, realizzato con l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, evidenzia un miglioramento del livello di digitalizzazione, con un indice passato da 18 a 19 punti su 30, ma mostra anche come l’innovazione continui a essere trainata soprattutto dalle grandi compagnie”, ha affermato Brandimarte.
“La sfida principale è quindi rendere questa trasformazione più diffusa e strutturale, superando le difficoltà legate alle competenze digitali, all’integrazione delle tecnologie nei processi e alla capacità di rispondere alle nuove aspettative dei consumatori. I clienti chiedono servizi più semplici, rapidi e personalizzati, ma soprattutto vogliono comprendere meglio i rischi da cui proteggersi. In un Paese che presenta ancora un significativo divario di protezione assicurativa, innovare significa anche rendere le coperture più accessibili e comprensibili, contribuendo a diffondere una maggiore cultura assicurativa“, ha detto Brandimarte.
L’intelligenza artificiale sarà tra i protagonisti del Summit. Quali opportunità offre al settore e come cambierà il rapporto tra compagnie assicurative e clienti?
“L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione dell’industria assicurativa, perché non si limita a rendere più efficienti i processi, ma consente di ripensare l’intera catena del valore. Le sue applicazioni sono già concrete: dalla valutazione più accurata dei rischi alla personalizzazione delle polizze, dalla prevenzione delle frodi fino alla gestione dei sinistri, dove l’automazione può ridurre significativamente i tempi di risposta“, ha dichiarato Brandimarte.
“Secondo le nostre previsioni, gli investimenti in AI nel settore assicurativo italiano raggiungeranno i 500 milioni di euro entro il 2028, pari a circa il 25% della spesa complessiva in innovazione. Ma il cambiamento più importante riguarderà il rapporto con il cliente. Grazie all’analisi dei dati e a strumenti digitali sempre più evoluti, le compagnie potranno passare da una relazione episodica, legata prevalentemente alla sottoscrizione della polizza o alla gestione di un sinistro, a un’interazione continua, personalizzata e orientata ai bisogni effettivi dell’assicurato. L’intelligenza artificiale potrà inoltre contribuire a semplificare il linguaggio assicurativo, rendere più comprensibili le coperture e supportare gli intermediari nella consulenza. Non si tratta di sostituire il rapporto umano, che rimane fondamentale soprattutto nelle situazioni più complesse, ma di rafforzarlo attraverso la tecnologia“, ha detto Brandimarte.
Il settore assicurativo si sta orientando sempre più verso la prevenzione. Come può rispondere concretamente alle nuove esigenze di cittadini e imprese, anche di fronte ai rischi emergenti?
“Il cambiamento più importante è il passaggio da un modello assicurativo prevalentemente reattivo, che interviene quando il danno si è già verificato, a un modello capace di anticipare e, quando possibile, mitigare i rischi. È una trasformazione fondamentale, soprattutto in un contesto in cui eventi climatici estremi, rischi informatici, invecchiamento della popolazione e nuove vulnerabilità economiche rendono sempre più complessa la protezione di cittadini e imprese”, ha dichiarato Brandimarte.
“Oggi tecnologie come intelligenza artificiale, analisi predittiva, sensori connessi e dati satellitari permettono di conoscere e monitorare i rischi con una precisione crescente. Pensiamo alla possibilità di ricevere un’allerta prima di un evento meteorologico particolarmente intenso, di monitorare le condizioni di un immobile o di individuare tempestivamente vulnerabilità che potrebbero compromettere l’attività di un’impresa. In questi casi l’assicurazione può andare oltre il semplice risarcimento, offrendo strumenti e servizi che contribuiscono concretamente alla prevenzione“, ha detto il Presidente.
Questo approccio richiede anche un cambiamento culturale. In Italia la percezione del rischio si traduce ancora troppo spesso in una richiesta di protezione soltanto dopo che si è verificato un evento dannoso. Dobbiamo invece promuovere una maggiore consapevolezza, affinché cittadini e imprese comprendano l’importanza di proteggersi prima. Il futuro dell’assicurazione sarà sempre più legato alla capacità di integrare coperture, tecnologia e servizi di prevenzione, trasformando la polizza da semplice strumento di indennizzo a parte di un sistema di protezione continuativo“, ha concluso Brandimarte.
L’innovazione tecnologica, dunque, rappresenta per il mercato assicurativo non soltanto un’opportunità di crescita, ma anche uno strumento per rispondere in maniera più efficace alle esigenze di protezione di cittadini e imprese. Dall’intelligenza artificiale alla prevenzione, il settore si trova di fronte alla sfida di coniugare efficienza, accessibilità e capacità di anticipare i rischi. Temi che saranno al centro dell’Italian Insurtech Summit del 19 e 20 novembre, occasione di confronto sulle prospettive dell’industria assicurativa italiana e sul ruolo che le nuove tecnologie potranno svolgere nella costruzione di modelli di protezione sempre più evoluti.
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