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Cronache
Giustizia, Giulia Bongiorno: "Sulla riforma pesa il patto del Nazareno"

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

"Ha presente Totò che buttava la valigia fuori dal treno perché non c'era posto? Ecco, eliminare appello e Cassazione per ridurre i tempi dei processi è uguale". L'avvocato Giulia Bongiorno attacca la riforma della giustizia messa in piedi dal governo in un'intervista ad Affaritaliani.it: "Ma quale riforma, è solo un minestrone senza logica che non passerà mai". La causa? "Pesa il patto del Nazareno. Solo chi non conosce Berlusconi può pensare che si possa riformare la giustizia finché c'è ancora lui. Faranno melina ma questo governo non potrà concludere nulla..."

Avvocato Bongiorno, come le sembra la riforma della giustizia che sta mettendo in cantiere il governo Renzi?

Lei ha presente Totò che buttava la valigia fuori dallo scompartimento del treno perché non c'era posto? Ecco, mi sembra che il governo stia facendo la stessa cosa. Dire che per accorciare i tempi dei processi si devono cancellare appello e Cassazione è assurdo. Si leverebbero dei pezzi essenziali. Non è che la giustizia ha vari gradi di giudizio per caso. I diversi gradi di giudizio esistono per correggere possibili errori. E di errori giudiziari ce ne sono molti, così come di ribaltamenti di sentenze. Io ne so qualcosa con i casi, per esempio, di Andreotti e di Raffaele Sollecito. Sono tante le ipotesi di ribaltamento di un processo. È fondamentale mantenere il sistema delle garanzie.

Come si fa allora a ridurre i tempi dei processi?

Ridurre i tempi è fondamentale ma lo si fa con più efficienza, più personale, più filtri. Se facciamo processi senza garanzie torniamo all'oscurantismo. Quindi non sono critica, ma supercritica su una scelta che prosegue nella linea della politica della rottamazione che ha ispirato il modo di fare politica di Renzi. Il premier ritiene che rottamando e levando si riformi un sistema, ma non è così. Gradirei che si procedesse con meno improvvisazione. Totò invece di buttare le valigie dal treno avrebbe dovuto fare bagagli più piccoli, Renzi deve intervenire in altro modo per ridurre i tempi dei processi, non eliminarli. Per esempio, ci sono tantissimi processi rinviati per problemi di notifiche. E allora si accelerino le notifiche...

Secondo lei questa riforma andrà a buon fine o verrà stoppata?

Dal punto di vista politico non è ipotizzabile che questo minestrone di norme vada a buon fine. Non è una riforma ma una non riforma perché non è un sistema organico, ma solo piccoli pezzettini su vari aspetti, dal Csm al procedimento civile al procedimento penale che creano una grande confusione. Sono tanti pezzetti di un minestrone, non è un'unica riforma. Non andranno a buon fine perché sono troppo eterogenei, non si vede una logica.

Qualche mese fa dichiarò, sempre in un'intervista ad Affaritaliani.it, che dopo il patto del Nazareno Renzi rischiava l'immobilismo sulla giustizia. Si sta concretizzando quello che aveva previsto?

Non è ipotizzabile che non pesi il patto del Nazareno su questa riforma. Da ex presidente della Commissione Giustizia capisco bene quale tipo di condizionamenti ci sono su questi temi. Nel patto del Nazareno ci sono sicuramente una serie di indicazioni sulla giustizia e non so quanti dei punti previsti da questa riforma potranno restare. Penso che nelle prossime settimane il governo farà melina, si cercherà di perdere molto tempo per non concludere poi nulla. Renzi ha già spostato l'argomento e negli ultimi giorni sta parlando molto della scuola e poco della giustizia...

Insomma, niente riforma della giustizia con questo governo e niente riforma della giustizia finché resiste il patto Renzi-Berlusconi?

Solo chi non conosce Berlusconi può pensare che si possa fare una riforma della giustizia finché c'è ancora lui. Il governo Renzi non ammetterà mai di non aver fatto la riforma. Ci sarà un'illusione ottica, ma poi si andrà tutto ad arenare nei meandri delle varie aule. Si tratta in larga parte di pezzi archiviati prima ancora di nascere, penso ad esempio agli aspetti riguardanti Csm e intercettazioni, sui quali si userà une tecnica dilatoria. Una vera riforma della giustizia dovrà ancora attendere e gli annunci saranno vuoti. Per realizzarla credo proprio che ci vorrà un altro governo.

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