Grillo oggi posta sul suo blog un pezzo in cui definisce bufala di giornali e Tv il fatto che nel Movimento sia in atto una svolta garantista dopo aver modificato il “non statuto” per evitare le dimissioni per gli amministratori Cinque Stelle indagati.
Una tecnica ormai consolidata in questa era di “post – verità e cioè di menzogna: si fa una cosa e poi la si nega.
Se qualcuno contesta la coerenza diviene automaticamente una” bufala” ed a questo meccanismo non è sfuggito proprio Beppe Grillo peraltro accusato da tutti di smerciare appunto bufale.
Del discorso bufale e dei relativi problemi connessi ce ne siamo occupati qui:
http://www.affaritaliani.it/cronache/paolo-attivissimo-ministro-della-verita-il-legame-con-pitruzzella-456887.html per il caso di Paolo Attivissimo che ha costruito la sua carriera sull’ “anti-bufalaggio” attirandosi molte critiche.
Il discorso però è serio e riguarda la libertà di espressione da un lato e la violenza cyberteppistica dall’altro e per questo è un tema scottante che sembra sfuggire per ora ad una razionalizzazione del dibattito.
Infatti, il pericolo non è tanto la notizia falsa, cioè la “bufala” che dovrebbe preoccupare ma quanto la violenza che l’anonimato in Rete permette in nome della libertà di espressione.
Si suppone infatti che la gente sia abbastanza consapevole da saper distinguere ciò che è falso da ciò che non lo è senza il bisogno di una Stato tutore che glielo indichi di volta in volta.
Diverso invece il discorso sulla violenza perché lì necessità l’intervento a garanzia della sicurezza dei cittadini, come nel mondo reale.
Il mischiare i due discorsi e cioè bufale e violenza non solo è errato metodologicamente ma conduce poi alla confusione a cui stiamo assistendo in questi giorni in cui c’è un “tutti contro tutti” che non permette più di vedere come stanno le cose.
Ma torniamo al caso di Grillo.
È evidente che nel suo Movimento ci sia una svolta garantista ma lui nega semplicemente perché vuole fare una cosa senza prendersene la responsabilità e cioè tutelare la sua immagine di paladino della giustizia e poi invece usare un latro metro con i suoi.
Questa è la verità anche nell’era della post-verità.
