di Benedetta Cosmi
Tra le luci dei grattacieli di Hong Kong, un senso vitale di modernità, ecco cosa scopriamo però se ci chiediamo come vive un abitante di Hong Kong …
Il racconto di una normale vita tra 4 pareti nella metropoli degli affari: 30mq è la normalità, dove i figli dormono in letti a castello sopra quello dei genitori.
Lì sopra dove si tocca il cielo con un dito, la vita domestica è molto diversa dai canoni italiani, “in ogni grattacielo con almeno 50 piani di altezza vivono così, ad ogni piano 30 famiglie”.
Il salotto italiano è grande quanto tutta un appartamento di Hong Kong: dove da noi, specie nelle case di famiglia, è piazzato il bel tavolo in legno massiccio lì al suo posto vive l’intera abitazione di un intero nucleo familiare. I loro di tavoli con un click spariscono.
I bagni hanno una piccola doccia, (la vasca che arreda il secondo bagno degli italiani è un lusso e surplus assente) …fine della privacy. Ma al di là del giudizio italico sullo stile di vita, sorge spontanea la domanda, ma a chi dovremo vendere i prodotti bellissimi che esponiamo al Salone del mobile? Se i Paesi più ricchi nel futuro e più popolosi hanno tali differenti abitudini sulle coordinate dello spazio e del tempo.
Tempo: mangiano sempre fuori casa, anche i giorni di festa.
Spazio: il tavolo non solo non viene dunque molto usato, come neppure la cucina che quindi si riduce ad angolo, ma non è neppure d’arredo.
E così l’economia di un’Ikea si regge molto meglio di quella di un’azienda del Bel Paese. Pensare che noi già siamo sbalorditi dall’assenza del bidet fuori dalla “civile Italia”.
Milano è una piccola Hong Kong in quanto a città finanziaria, e anche il nuovo quartiere con i grattacieli in parte esteticamente dall’esterno aspira a quel modello architettonico. Ma conservano tutte le abitudini nostrane anche quando svettano verso su, tra nuvole e stelle.
Quando si dice “voler la moglie ubriaca e la botte piena”. Ci dobbiamo chiedere dunque la modernità che esiste altrove, che costi ha? proprio come è successo ad Hong Kong, la tradizione contadina e dei pescatori, in particolar modo, le famosissime case galleggianti, sono in estinzione, quelle rese celebri nei film di James Bond.
Ma, se come in Italia, la casa di famiglia è una reggia di confort, che succede facendo i conti con la modernità? E se la modernità fa i conti con la crisi?
E così scopriamo quanto sono moderni gli studenti fuorisede, nei monolocali o nelle case che affittano a “posto letto”.
Cosa ne pensano loro, gli studenti oggi a lezione col direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino?

