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A Roma per fermare le stragi. “Basta silenzio prima che sia troppo tardi”

A Roma per fermare le stragi. “Basta silenzio prima che sia troppo tardi”
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Un evento importante da segnare con un cerchio rosso sul calendario. Si tratta della manifestazione nazionale a sostegno dei magistrati siciliani che si terrà a Roma, davanti al ministero dell’Interno, il prossimo 12 aprile. La manifestazione, indetta da Salvatore Borsellino, si chiama in maniera eloquente “Prima che sia troppo tardi”.

Già dal 20 gennaio di quest’anno è in corso, davanti al palazzo di Giustizia di Palermo un presidio della Scorta Civica, costituitasi a Palermo, con l’adesione di numerose associazioni, per manifestare solidarietà a Nino Di Matteo ed al pool di magistrati che, per avere istruito e portato avanti il processo sulla scellerata trattativa mafia-Stato, corrono gravi pericoli per la loro stessa vita.

Ora però Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, e gli altri organizzatori hanno voluto dare un segnale forte, in particolare dopo le reiterate minacce dal carcere di Totò Riina e la ricomparsa della lugubre sigla Falange Armata, che accompagnò il periodo più oscuro della recente storia italiana. “E’ necessario fare di più”, spiega Salvatore Borsellino, “dobbiamo pretendere che lo Stato, le Istituzioni mettano davvero in atto quei mezzi che sarebbero indispensabili per potere davvero proteggerli. Le parole, le false promesse, non bastano, non vogliamo piangere dopo degli altri giudici e uomini delle loro scorte massacrati a causa dell’inerzia e della complicità dello Stato, è necessario agire prima, finché siamo in tempo”.

Per questo tanti cittadini si riuniranno il 12 aprile per avere risposte concrete e in particolare sollecitare la dotazione del dispositivo bomb jammer alla scorta del pm Di Matteo e degli altri magistrati sotto tiro della mafia. Il silenzio, in questi casi, il silenzio è il miglior amico della mafia e per questo il 12 aprile sarebbe importante che ognuno tirasse fuori dal cassetto la propria coscienza, civica e umana.

LO SPECIALE MAFIA DI AFFARI

IL RETROSCENA 1/ “Bloccarono le mie indagini su Provenzano e Messina Denaro”. E ora rischia l’espulsione dall’Arma. L’inquietante storia di Saverio Masi

IL RETROSCENA 2/ La mafia non lo voleva a Trapani, lo Stato lo trasferisce. La vicenda di Giuseppe Linares 

IL RETROSCENA 3/ Ipotizza doppia bomba e mano dei Servizi a Capaci. Rimosso il pm antimafia Donadio

L’INTERVISTA 1/ L’avvocato Giorgio Carta: “Complicato difendere Masi. Altri carabinieri potrebbero parlare”

L’INTERVISTA 2/ Sonia Alfano, presidente Commissione Antimafia Europea: “La trattativa tra Stato e mafia continua ancora”

L’INTERVISTA 3/ Il pm Nino Di Matteo: “Amnistia? Un aiuto alla mafia. Possibile un ritorno alle stragi

L’INTERVISTA 4/ “Mio figlio operò Provenzano ed è stato ucciso da mafia e Servizi”. La storia del medico Attilio Manca

L’INTERVISTA 5/ Da Moro a Falcone, dal Kgb alla Cia. Le verità di Imposimato sulle stragi

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L’INTERVISTA 8/ Il magistrato anticamorra Raffaele Cantone: “La verità sul rapporto tra calcio e mafia”

L’INTERVISTA 9/ Angelo Jannone, il primo infiltrato nella ‘ndrangheta: “Vita dura, colpa di leggi e pm”