Carlo Calenda, il parlamentare europeo uscito dal Pd, ieri ha manifestato sotto al Mise con gli operai della ex-Embraco per chiedere trasparenza e chiarezza sul piano industriale della nuova proprietà, gli italo-cino-israeliani della ventures.
L’ex ministro, come spiega Repubblica, è stato più volte interrotto da un lavoratore presente, che lo ha accusato di avere “409 lavoratori sulla coscienza”. Non è mancata la risposta di Calenda: “Senza di me eravate tutti licenziati”.
La sera, sul palco alla presentazione dell’ultimo libro di Antonio Polito, è ritornato sulla manifestazione per i lavoratori della ex embraco e fa “mea culpa” per aver creduto nelle politiche liberiste.
“Oggi vengo da cinque ore al ministero dello sviluppo, per una volta non sopra ma sotto – ha raccontato – La Embraco è un’azienda di straordinaria capacità. Gli operai sono i migliori. A un certo punto l’azienda gli dice di andare a fare training agli operai slovacchi. Loro ci vanno, ma intanto chiedono: ‘mica chiuderete e vi trasferite?’. E quelli assicurano che no, non lo faranno. Ma poi gli chiudono la fabbrica”.
“Una delle più grandi cazzate che abbiamo raccontato è che non si salvano i posti di lavoro, ma si salva il lavoro. Per cui pensiamo che un operaio di cinquant’anni che ha passato la vita a fare impianti può andare a lavorare nell’economia delle app. Queste cazzate le abbiamo sostenute, io le ho sostenute, per 30 anni. E poi dice che vincono i sovranisti…”.

