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Il Papa: “Gesù non era un giudice ma un avvocato”

Quando uno e’ chiamato da un giudice o ha una causa, la prima cosa che fa e’ chiamare un avvocato perche’ lo difenda: noi ne abbiamo uno che ci difende sempre dalle insidie del Diavolo, da noi stessi e dai nostri peccati, Gesu’ e’ il nostro avvocato”. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella catechesi all’Udienza Generale di oggi. “Che bello – ha commentato – sentire questo: abbiamo un avvocato!”. “Non abbiamo paura – ha poi esortato rivolto agli 80mila fedeli presenti in piazza San Pietro – di andare da lui a chiedere perdono, non si stanca mai di perdonarci”.

Nella nostra vita – ha assicurato Francesco – non siamo mai soli: abbiamo questo avvocato che ci attende, che ci difende. Non siamo mai soli: il Signore crocifisso e risorto ci guida; con noi ci sono tanti fratelli e sorelle che nel silenzio e nel nascondimento, nella loro vita di famiglia e di lavoro, nei loro problemi e difficolta’, nelle loro gioie e speranze, vivono quotidianamente la fede e portano, insieme a noi, al mondo la signoria dell’amore di Dio”. “Come afferma san Giovanni nella sua Prima Lettera, Egli – ha quindi ripetuto – e’ il nostro avvocato: non abbiamo paura di andare da Lui a chiedere perdono, a chiedere benedizione, a chiedere misericordia. Lui ci perdona sempre, e’ il nostro avvocato: ci difende sempre. Non dimenticate questo: Cristo Gesu’ risorto, asceso al Cielo, avvocato per noi”. “Cari fratelli e sorelle – ha spiegato inoltre il nuovo Pontefice tornando al tema della catechesi, dedicata alla verita’ di fede dell’Ascensione di Gesu’ in Cielo – l’Ascensione non indica l’assenza di Gesu’, ma ci dice che Egli e’ vivo in mezzo a noi in modo nuovo; non e’ piu’ in un preciso posto del mondo come lo era prima dell’Ascensione; ora e’ nella Signoria di Dio, presente in ogni spazio e tempo, vicino ad ognuno di noi”.