Il ricordo dell’influencer Lorenzo Castelluccio: “La mia amica Patrizia De Blanck ha trovato nei social una nuova voce” - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 08:18

Il ricordo dell’influencer Lorenzo Castelluccio: “La mia amica Patrizia De Blanck ha trovato nei social una nuova voce”

Ecco come i social sono diventati per la contessa uno spazio di espressione diretta e autentica: il racconto di Castelluccio

di Salvatore Isola

Il ricordo dell’influencer Lorenzo Castelluccio: “La mia amica Patrizia De Blanck ha trovato nei social una nuova voce”

"La mia cara amica Patrizia de Blanck era una persona dal cuore immenso, di una bontà rara, sempre disponibile con tutti. Il nostro legame è nato più di cinque anni fa e, nonostante la differenza d’età, è stato da subito autentico e profondo perché lei è sempre stata un eterna ragazza. Eravamo molto simili, entrambi del segno dello Scorpione, entrambi nottambuli, diretti e profondi. Questo ci ha uniti fin dall’inizio. Ha scoperto il mondo dei social grazie a me. All’inizio era titubante, quasi incredula. Osservava il mio lavoro sui social come influencer e social media manager e si chiedeva come fosse possibile parlare direttamente con così tante persone anche in tempo reale. Quando ha capito che poteva collegarsi in tempo reale con chi la seguiva, leggere i messaggi, rispondere, condividere pensieri senza filtri o intermediari, si è illuminata.

Era entusiasta come una bambina davanti a una scoperta nuova. Gestivamo insieme il suo profilo: leggevamo i commenti, rispondevamo ai messaggi, registravamo video ovunque: a cena, in macchina, a casa…con Igor Righetti e sua figlia Giada ci siamo fatti risate indimenticabili. I social per lei non erano solo uno strumento, ma un modo per sentirsi viva, presente, connessa. All’inizio le spiegavo cosa fossero i follower, i post,come funzionassero le dirette, l’importanza di invitare le persone a seguirla. Poi aveva imparato benissimo: “Aggiungetemi su Instagram!”, lo diceva ovunque, persino in televisione. E quando vedeva crescere i numeri, si divertiva come una ragazzina. Ciò che l’ha colpita davvero è stata la libertà di poter comunicare senza dover aspettare di essere ospite in TV, in radio o di lanciare un comunicato stampa. Ricordo la prima volta che una sua dichiarazione pubblicata sui social è stata ripresa dai giornali: lì ha capito la potenza di quel mezzo. Da quel momento, i social sono diventati per lei uno spazio di espressione diretta e autentica. Nei momenti più difficili, l’affetto dei suoi follower la aiutava. Leggere i messaggi, sentire l’amore delle persone, la faceva sorridere.

Anche quando non aveva voglia di fare nulla, bastava proporle di registrare un video e piano piano ritrovava energia, si sistemava, si preparava e tornava a brillare. Un giorno, parlando del futuro, mi ha chiesto di non smettere di pubblicare sul suo profilo social dopo la sua scomparsa. Di continuare a tenerlo attivo, salutare i suoi follower e a far vivere la sua voce. Ovviamente, è una promessa che manterrò. Patrizia veniva spesso anche ospite a Rai Radio 1, da me e da Igor Righetti. Le dirette radiofoniche erano per lei un momento di grande divertimento.

Amava profondamente anche la radio, che aveva scoperto grazie a Igor nei primi anni Duemila. Tornare in studio, parlare al microfono, scherzare durante le dirette la divertiva molto. Tra noi c’è stato un rapporto vero. Mi ha sempre aiutato, consigliato, ascoltato. Abbiamo passato notti intere a parlare, ad aggiornarci, a leggere insieme i commenti. Il nostro legame è stato sincero, dall’inizio alla fine.

E sì, i suoi “vaffa” li ho ricevuti anch’io, ma chi la conosceva sa che nei suoi “vaffa” c’era affetto, non offesa. Era il suo modo diretto, ironico e profondamente autentico di voler bene. Patrizia lascia un ricordo indelebile: la sua forza, la sua libertà, la sua capacità di reinventarsi e di mettersi in gioco, anche davanti a qualcosa di completamente nuovo. Fino alla fine, con il suo entusiasmo contagioso. Posso solo dirle grazie".

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