Strade e Polvere: 7.000 km tra Balcani e Turchia con una Renault 4 - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 06:46

Strade e Polvere: 7.000 km tra Balcani e Turchia con una Renault 4

Afro Ferrari attraversa i Balcani e la Turchia con una Renault 4 di 40 anni: 7.000 km verso l’Eufrate, deviando in Cappadocia per ascoltare la strada.

Di Ludovica Irace

Non era una corsa, né una sfida contro il cronometro. Era una promessa fatta alla strada, con la lentezza come metodo e la fiducia come carburante.

Afro Ferrari parte dall’Italia a bordo di una Renault 4 di quarant’anni, con un’idea nitida in testa: raggiungere due siti archeologici sulle rive dell’Eufrate, nel punto in cui l’Europa smette di essere certezza e diventa domanda. L’obiettivo, però, non resta quello. Perché quando scegli un’auto con più memoria che elettronica e un itinerario con più simboli che comodità, il viaggio smette presto di essere geografia e diventa trasformazione.

Il primo respiro arriva nei Balcani. La Slovenia passa quasi in silenzio, come una soglia gentile. È in Croazia che la rotta comincia a “parlare”: i laghi di Plitvice, smeraldo e cascate, sembrano mettere in pausa l’urgenza del mondo. Poi la Bosnia-Erzegovina, dove il confine non è solo una dogana: è la lingua che cambia, i campanili che diventano minareti, l’aria che si fa diversa. Sarajevo appare con le sue ferite ancora visibili e una dignità che non chiede pietà. Mostar è un manifesto: lo Stari Most non è soltanto un ponte, è l’idea che si possa cadere e tornare in piedi, con ostinazione.

Montenegro e Serbia scorrono come un lungo battito costante, mentre la Bulgaria consegna una delle tappe più “interiori”: il Monastero di Rila e Plovdiv, con il suo teatro romano, sembrano trasformare la guida in un pellegrinaggio laico. E poi la Turchia. L’ingresso è una soglia invisibile: cambia la luce, cambiano gli sguardi, cambiano i gesti. La Renault 4, improvvisamente, non è un mezzo: è un personaggio. Sorrisi, mani tese, un panino offerto al distributore. L’accoglienza sorprende e disarma, come se l’auto d’epoca fosse un lasciapassare emotivo per entrare nei racconti degli altri.

A Istanbul il confine tra mondi si sente fisicamente, quasi fosse una corrente. Attraversato il Bosforo, l’Anatolia apre spazi grandi e silenziosi, dove la strada sembra diventare destino. Sul bianco assoluto del Tuz Gölü, il lago salato, arriva uno di quei momenti che non si spiegano bene a parole: cielo e terra si specchiano, il silenzio diventa totale, la Renault 4 ferma sull’orizzonte sembra capire prima del guidatore la grandezza dell’istante.

Poi la lezione: la meccanica chiede ascolto. Un motore non più al cento per cento impone una scelta che fa male, ma che salva: rinunciare alla Mesopotamia, deviare, rispettare il viaggio invece di forzarlo. Non una sconfitta, ma un cambio di prospettiva. Ed è così che la rotta porta in Cappadocia, a Göreme: case scavate nella roccia, “camini delle fate”, un paesaggio che sembra fatto apposta per ricordare quanto siamo piccoli e, proprio per questo, liberi.

Il cuore emotivo del viaggio batte negli incontri: Memo Menez, un’amicizia spontanea, una condivisione semplice che vale più di mille fotografie. Poco dopo, vicino al caravanserraglio di Sultanhani, arriva un’altra coincidenza che suona come un segno: Richard, motociclista americano in giro per il mondo, lascia una frase che resta addosso: “Non importa quanto lontano vai. Conta che la strada davanti a te non finisca mai.” È un’idea che sposta tutto: l’arrivo diventa secondario, la continuità della ricerca diventa il vero traguardo.

 suggerisce un’altra decisione saggia: rientrare via mare, proteggere la compagna di viaggio. Settemila chilometri dopo, la Renault 4 rientra in Italia stanca ma fiera, attraversa la Toscana, la Val d’Orcia, l’Eroica, il Chianti, come un ultimo dono prima di casa. Nessuno si gira più per strada, nessuno saluta. Ma non importa: qualcosa, dentro, è cambiato per sempre.

“Strade e Polvere” non è solo un itinerario tra Croazia, Bosnia, Montenegro, Serbia, Bulgaria, Turchia e Grecia. È un promemoria: la vita non si misura contando i giorni, ma allargando gli orizzonti. E finché esisterà una strada non percorsa, un confine da attraversare, un sogno da rincorrere, il motore — dentro e fuori — non si spegnerà davvero.

Scheda tecnica

  • Titolo racconto/progetto: “Strade e Polvere”
  • Protagonista: Afro Ferrari
  • Veicolo: Renault 4 (circa 40 anni)
  • Distanza totale: 7.000 km
  • Itinerario principale: Italia → Slovenia → Croazia → Bosnia-Erzegovina → Montenegro → Serbia → Bulgaria → Turchia → Grecia → Italia
  • Tappe/luoghi chiave: Plitvice, Sarajevo, Mostar, Monastero di Rila, Plovdiv, Istanbul, Tuz Gölü, Göreme (Cappadocia), Sultanhani, Troia/Çanakkale, Meteora, Val d’Orcia/Chianti
  • Obiettivo iniziale: siti archeologici sull’Eufrate (poi deviazione per motivi meccanici)
  • Tema: viaggio lento, incontri, resilienza, libertà e trasformazione personale