
Enrico Bondi, il manager che si e’ occupato della ristrutturazione industriale di Parmalat e Lucchini, diverra’ amministratore delegato dell’Ilva intorno alla meta’ di aprile, dopo l’approvazione del bilancio dell’Ilva. Inoltre, l’azienda, che oggi e’ controllata all’87 per cento da Riva Fire, diverra’ una societa’ autonoma. Lo ha annunciato il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, che oggi ha parlato ai dipendenti dell’Ilva di Taranto riuniti per gli auguri di Pasqua.
“Stiamo lavorando – ha detto Ferrante – a una societa’ assolutamente autonoma con un consiglio di amministrazione aperto anche a professionalita’ esterne. Mi affianchera’ in questo un professionista esterno di larga fama, Enrico Bondi, che si e’ gia’ occupato di ristrutturazioni. Bondi sara’ amministratore delegato”. Ferrante ha quindi precisato di aver gia’ fatto firmare a Bondi “un contratto di consulenza che gli sta consentendo di entrare nei meccanismi aziendali, di farsi un’idea, e che gli permettera’ in breve tempo, dopo l’approvazione del bilancio, a meta’ aprile, di entrare in azienda come amministratore delegato”. Si tratta, ha aggiunto Ferrante, di “un segnale di grande serieta’ da parte degli azionisti che hanno deciso di affidare l’azienda a persone esterne”. Ma si tratta anche di un “processo sofferto”, ha detto ancora Ferrante, riferendosi al fatto che non ci saranno componenti della famiglia Riva ai vertici dell’Ilva che avra’ lo stesso Ferrante come presidente e Bondi come ad. “Dobbiamo unirci ai futuri amministratori per essere tutti insieme”. Ferrante ha evidenziato piu’ volte il concetto dell’unita’ sottolineandone l’importanza: “Credo in quest’azienda, ho impegnato la mia persona, voglio andare avanti, sapendo che siete con me, che volete guardare al futuro con serenita’ e sicurezza”.
FERRANTE, FIDUCIOSI SU CONSULTA – “Aspettiamo fiduciosi”: cosi’ il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, ha commentato i giorni che separano l’azienda siderurgica dalla data (9 aprile) in cui la Corte Costituzionale si esprimera’ in merito alla legge 231 del 24 dicembre scorso che ha autorizzato l’Ilva a continuare la produzione e a commercializzare quanto realizzato prima del 3 dicembre scorso. “La legge – ha rammentato Ferrante – e’ stata ritenuta incostituzionale dai giudici di Taranto. La Corte Costituzionale ha fissato l’udienza il 9 aprile e probabilmente quel giorno sapremo quale e’ la decisione della Corte. Vi rendete tutti conto che quella decisione e’ strategica – ha detto Ferrante che parlava ai dipendenti dell’Ilva riuniti per gli auguri di Pasqua -. Se la Corte dovesse stabilire che quella legge e’ costituzionale e legittima, tireremmo un sospiro di sollievo. Ci auguriamo che sia questa la decisione della Corte, siamo convinti che da parte della Corte ci sia una valutazione serena”. Ferrante ha pero’ detto che l’Ilva ha esaminato anche scenari diversi: “Abbiamo ragionato sulle diverse ipotesi, compresa quella che non liberalizza completamente e subito i prodotti. Aspettiamo fiduciosi”.


