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Cronache
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"Si tratta di un intervento naturalmente circoscritto, finalizzato ad un obiettivo preciso, finalizzato nel tempo, ma che consente di dare la garanzia che al fianco delle ragioni dell'impresa e della produzione ci sia anche una attenzione dal punto di vista ambientale". Lo ha affermato il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, parlando a "Unomattina estate" su Raiuno all'indomani della decisione del governo di commissariare l'Ilva. "Tant'e' - ha spiegato il ministro - che sara' previsto anche un sub-commissario di nomina del ministero dell'Ambiente che dovra' vigilare sulla realizzazione degli interventi di bonifica e delle modalita' con le quali verra' utilizzato l'impianto".

"Il Parlamento - ha ricordato Orlando - aveva deciso un anno fa di costruire un meccanismo per far rientrare Ilva nei parametri perche' aveva una serie di criticita' di funzionamento e di impatto sull'ambiente: quel meccanismo non ha funzionato e siamo reintervenuti per fare in modo tale che un parziale riassetto dell'organizzazione dell'impresa consentisse di raggiungere quell'obiettivo". "E' una missione difficile - ha ammesso il ministro dell'Ambiente - sarebbe sciocco negarlo , ma e' una missione possibile: dobbiamo dire con chiarezza che partiamo da una situazione nella quale un intervento della magistratura, fatto sulla base delle norme di legge, aveva sequestrato l'insieme degli impianti, di Taranto prima e poi di tutto il gruppo messo insieme. Quindi si tratta di un intervento che da un lato vuol garantire che le risorse del gruppo siano utilizzate effettivamente per fare gli interventi di ambientalizzazione ma dall'altro anche per impedire che ci sia un blocco della produzione e che ci sia un danno che potrebbe essere irreversibile".

EPIFANI, NON E' ESPROPRIO MA STATO NECESSITA' - Guglielmo Epifani ha respinto le critiche di Confindustria al commissariamento dell'Ilva, definito 'un esproprio'. "Mi pare una parola troppo forte, e' uno stato di necessita'", ha spiegato a Radio Capital. "Siamo di fronte a una sentenza della magistratura, non c'entrano responsabilita' politiche, che metteva in difficolta' la possibilita' di produrre acciaio e richiedeva investimenti per bonificare il territorio. Quale altra soluzione si poteva immaginare? Se la stessa Confindustria ha chiesto di non fermare gli impianti, spieghi cosa altro si poteva fare per salvare occupazione e investimenti", ha chiesto.

AMMINISTRATORE SEQUESTRO,NESSUNA NOMINA OGGI ASSEMBLEA SOCI - "Quello che posso sicuramente escludere e' che oggi ci saranno le nomine per il nuovo consiglio di amministrazione dell'Ilva previste dal decreto legge sul commissariamento della societa' gia' pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale". E' quanto sostiene l'amministratore dei beni della Riva Fire sottoposti a sequestro, Mario Tagarelli, che oggi e' Milano, dove nella sede del gruppo e' convocata l'assemblea dei soci. "Certo, nell'assemblea discuteremo del decreto, lo esamineremo, credo che si debba nominare una figura a cui poi il commissario dovr riferire, ma quello che posso sicuramente escludere sono le nomine dei nuovi amministratori" aggiunge Tagarelli. L'ex presidente dell'Ordine dei commercialisti di Taranto, gia' custode giudiziario dell'Ilva per gli aspetti amministrativi, nei giorni scorsi e' stato nominato dal gip Patrizia Todisco amministratore dei beni sequestrati alla capogruppo Riva Fire. Il sequestro preventivo, disposto in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilita' amministrativa dell'impresa che dal 2011 contempla anche i reati ambientali, e' per 8 miliardi e 100 milioni di euro e riguarda conti, titoli, depositi, cassette di sicurezza, azioni, partecipazioni e beni della Riva Fire con esclusione di quanto e' funzionale all'attivita' del siderurgico di Taranto, la cui produzione e' garantita dalla legge "Salva Ilva". Nel sequestro sono quindi comprese anche le azioni attraverso le quali la capogruppo Riva Fire controlla l'Ilva. Queste azioni, pari all'83 per cento del capitale di Ilva, erano di conseguenza finite nelle mani dell'ammistratore del sequestro che oggi, rappresentando la maggioranza all'assemblea dei soci, avrebbe dovuto indicare il nuovo board dell'Ilva dopo le dimissioni del cda uscente, tra cui il presidente Bruno Ferrante e l'ad Enrico Bondi. Ma il decreto varato ieri dal Governo sospende, sia pure temporaneamente, i poteri dell'assemblea dei soci e trasferisce tutto al nuovo commissario Bondi. Di qui, come sottolineato da Tagarelli, il fatto che oggi non saranno nominati i nuovi vertici dell'Ilva. Il mandato del commissario e' per 12 mesi, prorogabili di altri 12 e sino ad un massimo di 36. Il commissario dovra' occuparsi della gestione dell'azienda e dell'attuazione delle prescrizioni dell'Autorizzazione integrata ambientale. Da aggiungere infine che il sequestro disposto dal gip di Taranto e' ben lontano dal raggiungere la cifra degli 8 miliardi di euro che il magistrato, con la formula dell'equivalente, ritiene che sia il costo da sostenere per il risanamento ambientale dei danni causati dall'inquinamento del siderurgico. Sinora, infatti, a quasi due settimane dall'ordinanza del gip, la Guardia di Finanza ha sequestrato solo un miliardo tra conti, partecipazioni e immobili.

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