Ilva, una vicenda che imbarazza il Pd. Polemica sulla gestione mediatica - Affaritaliani.it

Cronache

Ilva, una vicenda che imbarazza il Pd. Polemica sulla gestione mediatica

Confindustria Taranto e sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm lanciano l'allarme sull'Ilva soprattutto per quanto attiene la tenuta delle imprese dell'indotto e annunciano "azioni, anche clamorose, di protesta e mobilitazione" dopo il 10 febbraio, quando, cioe', si concludera' il primo step della procedura di cessione delle aziende del gruppo in amministrazione straordinaria, ovvero la presentazione delle manifestazioni di interesse. Procedura aperta lo scorso 10 gennaio. L'Ilva, sottolinea il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, e' "attualmente" in "una situazione drammatica che rischia di esplodere se non si adotteranno, a breve, azioni anche di carattere straordinario per scongiurare il tracollo: della fabbrica, dei lavoratori, dell'indotto, della citta'". Per Confindustria Taranto, "la situazione e' tale da far temere il cosiddetto collo dell'imbuto, che una volta imboccato non puo' piu' consentire alcun margine di manovra. La cessione dei complessi aziendali dell'Ilva e l'avvio delle procedure per il trasferimento delle aziende che fanno capo alle societa' del gruppo, ora in amministrazione straordinaria, si stanno infatti velocemente concretizzando - fa presente Confindustria Taranto - dal 10 gennaio scorso si sono aperti i trenta giorni concessi dall'avviso internazionale per la presentazione delle manifestazioni di interesse dei gruppi e delle societa' interessate all'acquisizione".

La situazione viene gia' definita "particolarmente critica" da sindacati metalmeccanici e Confindustria Taranto secondo la quale "sono i numeri a parlare chiaro: ad oggi sono 1021 i dipendenti dell'appalto in cassa integrazione, ordinaria e straordinaria; 136 le procedure di licenziamento gia' concluse e 3.510 i dipendenti diretti con contratto di solidarieta'". A cio' si aggiunga che "le aziende dell'appalto, gia' penalizzate fortemente dai crediti pregressi e mai ottenuti, si trovano in una situazione di stand by dovuta al fermo pressoche' totale della produzione. I dipendenti della fabbrica, dal canto loro, guardano al futuro imminente senza alcuna garanzia e ormai pochissime certezze. I processi di ambientalizzazione sono al palo, in vista probabilmente degli scenari che si delineeranno da qui a breve con l'ingresso dei privati". In quanto a Taranto, si afferma, "la citta' risente pesantemente della fase di stasi - ormai molto lunga - che la vicenda ha inevitabilmente provocato e gli ultimi provvedimenti del Governo, fra cui le risorse rivenienti dalla legge di Stabilita', appaiono insufficienti e comunque non di immediata fruizione". "Il sistema Taranto rischia un tracollo senza ritorno" e Confindustria Taranto ha detto ai sindacati che "non puo' rimanere inerme davanti ad una crisi di queste proporzioni". Confindustria Taranto e sindacati metalmeccanici hanno quindi deciso di reincontrarsi a breve "per delineare strategie comuni e coinvolgere le istituzioni del territorio ed altre organizzazioni datoriali (commercianti, artigiani etc.) al fine di sensibilizzare il Governo sulla drammatica situazione in atto".

A destare perplessità anche la gestione "mediatica" da parte del Pd della vicenda legata all'impianto siderurgico di Taranto. Da una parte, il giornalista Lirio Abbate ha denunciato qualche giorno fa di essere stato allontanato da una conferenza stampa del Partito Democratico. Il giornalista sarebbe allontanato dal deputato Michele Pelillo perché ritenuto fazioso. da un incontro basato sulla legge di stabilità e i provvedimenti presi dal governo sulla vicenda Ilva. Dall'altra il gruppo consiliare Dem ha nominato tra i collaboratori dell'ufficio stampa in Regione Puglia di Michele Mascellaro, ex direttore di Taranto Sera finito nelle carte dell'Ilva (senza essere indagato) per alcune telefonate con Girolamo Archinà.