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Ilva, 25 assegni dal fondo di Assago. Il comune di Taranto: “In città c’è ancora tensione”

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di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Mille euro per 17 nuclei famigliari coinvolti nel disastro dell’Ilva. E’ l’iniziativa nata dal Fondo di solidarietà del comune di Assago. “Sono state individuate persone colpite sia dal punto di vista economico sia sanitario”, spiega in un’intervista ad Affaritaliani.it l’assessore alle Politiche sociali del comune di Taranto Lucia Viafora: “Ma in città si respira ancora un clima di tensione. Nuova Aia e commissariamento non hanno risolto i problemi. E Bondi non crea discontinuità con la gestione della famiglia Riva”. E’ possibile conciliare lavoro e salute? “Solo con il risanamento della fabbrica”.

25 ASSEGNI AL COMUNE DI TARANTO

Il 27 giugno a Taranto saranno consegnati 25 assegni da 1000 euro a persone che sono state vittime del disastro dell’Ilva. Il ‘Fondo di solidarietà Locale e Nazionale – Azioni contro la povertà’ è il primo fondo la cui finalità è quella di concretizzare la cooperazione tra cittadini di diverso ceto sociale. Esso si prefigge l’intento di realizzare un progetto di aiuto socio-economico nell’ambito delle singole città, spronando i cittadini più abbienti ad aiutare i cittadini meno abbienti della propria città o a prendersi cura dei cittadini in stato di bisogno di altre realtà cittadine.  Il Fondo ha preso l’avvio dal Comune di Assago, il cui Sindaco Graziano Musella ha voluto dare una risposta allo stato di bisogno di quanti versano nel disagio economico, ponendosi al fianco dell’Associazione “Progetto di Vita”, la cui finalità è quella della lotta alla povertà in Italia e nel mondo.

 

Lucia Viafora, com’è nata l’iniziativa insieme al comune di Assago per devolvere degli assegni a persone coinvolte dalla vicenda Ilva?

 

E’ nata con l’interessamento del sindaco di Assago a proposito della difficile situazione che sta vivendo la città di Taranto. Avremo una cifra di denaro da poter girare ad alcuni dei cittadini coinvolti nel disastro, anche se gli assegni non saranno più nominali come previsto inizialmente. Ma comunque siamo impegnati per mantenere gli stessi criteri e girare questi assegni da mille euro ai nuclei famigliari precedentemente individuati.

In che modo sono stati individuati i beneficiari degli assegni?

Sono tutte persone che versano in condizioni di disagio economico o sanitario. Per esempio ci sono una serie di lavoratori rimasti senza stipendio né ammortizzatori sociali da mesi. Dopo la morte di un loro collega gli impianti dove lavoravano sono stati messi sotto sequestro e sono in grande difficoltà economica. Poi c’è una persona che lavora all’interno dell’Ilva e sta molto male, gli è stato diagnosticato un timore e gli servono soldi per affrontare le cure.

Che clima c’è a Taranto dopo il commissariamento dell’azienda?

Il clima è sempre di tensione perché la situazione ancora non si è risolta, nemmeno dopo la nuova Aia e il commissariamento deciso dal governo. Senza contare che la nomina di Bondi desta molte perplessità.

Quali sono le perplessità su Bondi?

Bondi era stato nominato amministratore delegato dalla famiglia Riva. Non c’è quindi discontinuità con la precedente gestione della fabbrica (lo stesso Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, ha duramente criticato la nomina di Bondi frutto di “un compromesso politico”, ndr).

Il Comune di Taranto che cosa può fare per risolvere la vicenda?

La domanda giusta non è che cosa può fare, ma se può fare qualcosa… Tutte le responsabilità sono state demandate ad altre istituzioni e a noi non resta altro che esprimere le nostre opinioni e portare le istanze dei cittadini al governo. Dal punto di vista amministrativo non possiamo fare granchè.

Taranto senza l’Ilva potrebbe sopravvivere?

Questa è una storia con diverse sfaccettature. Lavoro e salute sono al primo posto ma la conciliazione di questi due elementi può avvenire solo con la messa a norma e la bonifica degli impianti.