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In Calabria comune sciolto per mafia. Elezioni: rieletto il vecchio sindaco

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Comune sciolto per mafia. Era stata questa la decisione del tribunale di Vibo Valentia, dopo le condanne per associazione mafiosa di padre e cugino dell’ex vicesindaco. Così a Nardodipace si è tornati a votare. Il vecchio sindaco, Romano Loielo si è ricandidato nonostante il parere contrario (ma ancora non definitivo) del ministero dell’Interno e della Prefettura. E ha vinto…

Loielo è stato rieletto sindaco alla guida della civica “Uniti per Nardodipace”, Loielo, ha ottenuto 541 voti pari al 57,37% contro i 368 (39,02%) dello sfidante Antonio De Masi (lista civica “Ramoscello d’Ulivo”), anch’egli ex primo cittadino. Il terzo candidato, Antonio Cosma Montagnese (Lista civica “Nuova”), si è fermato a quota 34 preferenze (3,60%).

Lo scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose era stato disposto dopo tre anni di attività della commissione d’accesso sugli atti amministrativi dell’ente guidato da Loielo. L’accesso agli atti venne disposto a seguito di un’inchiesta della Dda di Catanzaro. Il 21 ottobre scorso, inoltre, il Tribunale di Vibo Valentia aveva accolto la richiesta di incandidabilità avanzata dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura nei confronti di Loielo e dell’ex vicesindaco Romolo Tassone. Nell’operazione “Crimine” del luglio 2010 della Dda di Reggio Calabria, infatti, sono stati condannati per associazione mafiosa (ancora pendente il processo d’appello) padre e cugino dell’ex vicesindaco. Ma dato che il verdetto sull’incandidabilità non è ancora definito Loielo ha potuto ripresentarsi. E vincere.