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Cronache

 

sigarette

In Italia si fuma di meno, ma gli altri prodotti legati al tabacco continuano a 'tirare'. Ed e' boom delle sigarette 'rollate'. È quanto emerge dal rapporto dell'Istituto superiore di sanita', diffuso in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. Secondi i dati, infatti, negli ultimi dieci anni, dal 2003 al 2013 il consumo giornaliero delle 'bionde' e' sceso da 16 a 12. "E' progressiva ma lenta la diminuzione del consumo di sigarette in Italia", ha spiegato Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche 'Mario Negri'. È una diminuzione "lenta", ha confermato Roberta Pacifici, direttore dell'Osservatorio fumo dell'Iss. "Questo dato- ha spiegato ancora Garattini- unito allo spostamento dei consumi verso il nuovo prodotto 'sigaretta elettronica' e' coerente con il consistente calo delle vendite di prodotti del tabacco che nel 2013 e' stato dell'8%". Secondo l'Iss, lo studio sull'andamento della prevalenza dei fumatori negli anni, dal 1975 ad oggi, raffigura una lenta ma costante diminuzione dei fumatori maschi e femmine. Il decremento nell'ultimo anno 2012/2013 e' di 0,1 punti percentuali. I fumatori che hanno provato a smettere senza successo nel 92% dei casi lo hanno fatto senza alcun tipo di supporto.

L'eta' media in cui si smette e' 42,5 anni soprattutto per consapevolezza dei danni che provoca e per motivi di salute. Il 94,1% dei fumatori sono consumatori abituali mentre solo il 5,9% sono consumatori occasionali di sigarette. Sempre a proposito del calo della vendita di sigarette, secondo Pacifici "e' sceso dell'8% nell'ultimo anno, del 15% negli ultimi sette anni- ha detto Pacifici- Sono invece in controtendenza i dati riferiti al tabacco trinciato, quello per le sigarette 'fai da te': nell'ultimo anno l'incremento e' stato superiore al 30%, negli ultimi sette anni invece del 424%". Quasi la totalita' dei fumatori, circa il 96%, ancora oggi preferisce le sigarette confezionate mentre circa il 10% sceglie quelle fatte a mano: "E sono prevalentemente i giovani, che si trovano nella fascia di eta' compresa tra i 15 e i 24 anni.

Le motivazioni sono chiare: e' un acquisto piu' economico e poi fa moda". Ma la diminuzione delle vendite di prodotti del tabacco e' un fenomeno generale dei paesi europei come e' anche europeo il dato in controtedenza degli altri prodotti, con l'Italia terzo paese con Grecia e Irlanda ad avere aumentato la vendita di altri prodotti del tabacco. Capitolo eta'. La prevalenza maggiore tra i fumatori maschi la troviamo tra i 25 e i 44 anni (31,9%), mentre la prevalenza maggiore tra le fumatrici e' tra i 45 e 64 anni (22,5%). A proposito del consumo giornaliero, oltre i 25 anni piu' del 50% fuma meno di 15 sigarette al giorno. Il dato "piu' significativo" per il direttore dell'Osservatorio fumo dell'Iss, e' invece quello relativo alla fascia d'eta' 15-24 anni in cui quasi l'81% fuma meno di 15 sigarette al giorno. In media si inizia a fumare a 17,7 anni di eta', nello specifico i maschi iniziano a 17,3, le femmine a 18,3: "Oltre il 70% inizia tra i 15 e i 20 anni- ha detto ancora Pacifici- Ed e' importante sottolineare che il 14% ha iniziato a fumare prima dei 15 anni". Sorprende, ancora secondo Pacifici, il dato sulle aree geografiche: al sud, cosa mai successa prima, aumentano le donne fumatrici. Infine gli italiani sono favorevoli all'estensione dei luoghi in cui va vietato il fumo delle sigarette. Sono d'accordo con il divieto di fumo nelle stazioni il 60,6% di tutti gli intervistati, ma tale percentuale scende al 31,4% tra i fumatori. La maggioranza di tutta la popolazione intervistata ritiene utile l'estensione del divieto di fumo alle fermate degli autobus (59,7%), negli stadi (64,1%) e nei giardini pubblici (60,1%), mentre l'estensione dei suddetti divieti riscuote l'approvazione di circa un terzo dei fumatori (fermate autobus 28,3%, stadi 35,8%, giardini pubblici 33,2%). Consenso elevato per l'estensione del divieto di fumare nelle aree aperte degli ospedali (72,4% della popolazione generale e 52,8% dei fumatori) e nei cortili delle scuole (80,2% della popolazione generale e 66,7% dei fumatori).

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