Inchiesta sulle uova a Report, La Mantia: “Se nascondi la verità perdi il cliente”
L’inchiesta “La Frittata”, andata in onda su Report il 24 maggio a firma di Giulia Innocenzi, ha sollevato un polverone sulla filiera industriale delle uova liquide destinate a pasticcerie, ristoranti e grande distribuzione. Al centro del servizio ci sono le immagini choc e la denuncia di 58 lavoratori dello stabilimento Eurovo di Occhiobello (Rovigo), che raccontano di uova con muffa e sangue, prodotti scaduti rietichettati o miscelati, corpi estranei e persino topi nel liquido d’uovo.
Dal canto suo, Eurovo respinge con forza ogni accusa, parlando di rigorosi standard di sicurezza e di possibili sabotaggi mirati a danneggiare il marchio. Un quadro inquietante che solleva enormi interrogativi sulla sicurezza alimentare di ingredienti invisibili al consumatore finale, nascosti dentro dolci, maionese e pasta fresca. Abbiamo chiesto un commento su questo scenario al celebre chef Filippo La Mantia.
“La posizione emersa dall’inchiesta di Report sulle uova liquide industriali è, a mio avviso, utile perché contribuisce ad accendere i riflettori. Tuttavia il rischio concreto è quello della generalizzazione: non tutta l’industria alimentare opera in quelle condizioni e ci sono realtà produttive che lavorano con standard elevatissimi, quasi da ‘sala operatoria’”. Così lo chef Filippo La Mantia commenta ad Affaritaliani l’inchiesta del programma di Rai3 dedicata alla filiera delle uova liquide.
“Il punto vero – aggiunge – è che il nostro lavoro impone una responsabilità precisa: scegliere fornitori seri, riconoscere il giusto valore alla qualità delle materie prime e, quando possibile, sporcarci le mani con l’uovo intero”. Per lo chef, la chiave resta la trasparenza: “Oggi il cliente vuole sapere cosa mangia. Se glielo spieghi in modo chiaro, la fiducia la recuperi. Se invece lo nascondi, alla prossima inchiesta come quella di Report la perdi per sempre”.

