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Incidente all’ex Ilva di Taranto, morto l’operaio precipitato nel vuoto. Sindacati convocati a Palazzo Chigi

Incidente all’ex Ilva di Taranto, morto l’operaio precipitato nel vuoto. Sindacati convocati a Palazzo Chigi
EX ILVA, MANIFESTAZIONE DI PROTESTA A TARANTO PER IL RISCHIO DI CHIUSURA

Nello stabilimento Ex Ilva di Taranto, un tragico incidente ha causato la morte di Loris Costantino, operaio di 26 anni della ditta di pulizia Gea Power, appartenente all’indotto. L’uomo è precipitato da un piano di calpestio in una linea di Agglomerato e il decesso è stato confermato dall’Asl locale. La notizia ha riacceso le preoccupazioni sulla sicurezza dei lavoratori all’interno dello stabilimento.

Nello stesso contesto, i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm, Usb e Ugl Metalmeccanici, insieme a Federmanager, sono stati convocati a Palazzo Chigi per il 5 marzo alle 11:30 per discutere della vertenza Ex Ilva. I rappresentanti dei lavoratori chiedono chiarimenti sullo stato della trattativa per la vendita dell’azienda e garanzie sul piano industriale, ambientale e occupazionale. La convocazione arriva a seguito di un provvedimento del Tribunale di Milano, che ha imposto all’acciaieria di adeguare le prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), con la minaccia di sospendere la produzione dell’area a caldo dal prossimo 24 agosto qualora le indicazioni non fossero rispettate. Nei giorni scorsi, i sindacati avevano annunciato che, in assenza di convocazione, si sarebbero autoconvocati il 9 marzo per avere informazioni sul futuro della più grande azienda siderurgica del Paese e sul destino di circa 20 mila lavoratori.

Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, ha commentato l’accaduto definendolo un fatto gravissimo. Turco ha espresso cordoglio alla famiglia del giovane operaio e ha chiesto un’indagine ispettiva immediata e indipendente sulle condizioni di sicurezza nello stabilimento, nonché una verifica rigorosa sulla gestione degli appalti e subappalti, sulla manutenzione e sull’organizzazione del lavoro. Secondo Turco, la tutela della vita dei lavoratori e della salute dei cittadini di Taranto deve essere la priorità assoluta, sottolineando che è inaccettabile che logiche produttive o criticità nella catena degli appalti mettano in secondo piano la vita umana. L’esponente del M5S ha definito l’impianto “criminale” e ha ribadito l’urgenza di un vero processo di cambiamento.