
I fumi dell’Ilva continuano a diffondersi. Su Taranto e sulla Puglia intera. Nuovo filone per l’inchiesta della Procura guidata da Franco Sebastio. Nel fascicolo denominato “ambiente svenduto” si indaga sui rapporti tra l’azienda della famiglia Riva e la Regione Puglia guidata da Nichi Vendola.
La Guardia di Finanza è partita a spron battuto con una raffica di interrogatori. Nel mirino dei militari funzionari e amministratori pubblici: si sospetta un giro di favori e di controlli mai effettuati.
“La Regione Puglia, invece di imporre misure urgenti atte a monitorare in continuo le emissioni dell’Ilva, di concerto con i suoi vertici cercava di ricorrere ad escamotage quali l’attivazione di tavoli tecnici al fine di far guadagnare tempo all’industria nella realizzazione delle strutture di monitoraggio in continuo delle emissioni e, dall’altra parte, consentire alla stessa Regione Puglia di non apparire inoperosa sul fronte ambientale agli occhi dell’opinione pubblica”. E’ quanto si legge in un’informativa allegata alla documentazione che portò all’arresto di Girolamo Archinà, il pr del siderurgico.
Da qui nasce il filone di indagine nel corso della quale i militari della guardia di finanza hanno già ascoltato, come persone informate sui fatti, politici e funzionari regionali. Tra questi, scrive Repubblica, anche il dirigente dell’assessorato all’ambiente Antonello Antonicelli il quale, secondo indiscrezioni, “avrebbe rivendicato la legittimità del suo operato e di quello della giunta regionale, a partire dal presidente Nichi Vendola che, a dire dell’ingegnere che proprio il leader di Sel ha voluto alla Regione, sarebbe stato estraneo alle trame dell’Ilva”.


