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Cronache
antonio cautillo

di Fabio Frabetti

La storia delle vessazioni subite dal maresciallo Antonio Cautillo raccontate un anno fa da Affaritaliani.it sono finite in una interrogazione a risposta scritta presentata nei giorni scorsi ai ministri della difesa e della giustizia da alcuni senatori del Movimento 5 stelle guidati da Manuela Serra. Nel testo viene proprio citato il nostro articolo.

CONTINUE VESSAZIONI - La storia di Antonio è davvero emblematica. La solerzia nello svolgere correttamente il suo lavoro senza compromessi e non guardando in faccia nessuno (compresa aver dato avvio ad una indagine per omissione di atti d'ufficio riguardante un suo superiore), gli ha causato non pochi problemi: una parte della cosiddetta gerarchia non lo vedeva di buon occhio. Ed a quanto pare, secondo quanto racconta, gli ha scatenato contro una vera e propria rappresaglia di sanzioni e denunce, spesso per motivi pretestuosi. Per difendersi ha presentato negli anni 12 ricorsi al Tar, 17 querele e 28 istanze al ministro della Difesa, 32 esposti al ministro della Giustizia. Dal 1997 ha subito oltre 50 procedimenti disciplinari, contestualmente a 12 procedimenti penali. È stato accusato e denunciato per disobbedienza aggravata e continuata, insuburdinazione con ingiuria, abuso d'ufficio, falsità ideologica, diffamazione. Tutte le volte però è riuscito a dimostrare la sua innocenza. Difendersi dalle accuse, è diventato il suo primo lavoro anche se nonostante tutto è riuscito a rimanere in servizio. Non si contano i trasferimenti coatti subiti, le punizioni ed altri azioni che lui definisce vere e proprie umiliazioni. “Ho perso la mia reputazione – commenta il maresciallo - La mia esistenza, la mia famiglia, i rapporti di amicizia e professionali si sono ridotti in maceria. Una vita distrutta».

ESPOSTI INEVASI - Nell'interrogazione presentata in Senato in cui è espressamente citato Affaritaliani.it si chiede ai ministri se “intendano, per quanto di competenza, accertare mediante le opportune iniziative di carattere amministrativo, compreso l'avvio di una indagine interna, i fatti, le motivazioni da cui ha avuto origine la situazione che vede coinvolto il maresciallo Cautillo, le eventuali responsabilità disciplinari e le auspicabili soluzioni”. Nell'interrogazione si ricorda inoltre che non è stata data neppure una risposta ai numerosi esposti ed istanze presentate dal militare ai ministri della Giustizia, della Difesa, al Consiglio Superiore della Magistratura, al procuratore generale presso la Cassazione: nessuna risposta e mancata trasmissione dell'istanza all'autorità preposta. Nel 17° esposto inviato nel gennaio del 2012 al ministro della Giustizia ed al Csm, di fronte all'ennesima accusa nei suoi confronti, Cautillo denunciò l'esistenza di prove autoprodotte totalmente inventate, confutate da registrazioni non acquisite e non ascoltate da alcuna autorità giudiziaria. Quelle prove furono allegate. Secondo i senatori del Movimento 5 stelle le mancate risposte contribuiscono “a non offrire al militare le dovute tutele, ovvero a ricondurre l'intera vicenda entro quei canoni di correttezza e trasparenza che devono essere posti a fondamento dell'amministrazione militare interessata”. Cautillo è ormai stremato: «se per distruggere una persona può essere sufficiente un solo processo è improponibile inquisire a vuoto per un ventennio un individuo senza alcuna responsabilità».

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