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Addio ad Alberto Cortesi, il re della ristorazione milanese che ha avuto il coraggio di dire no ad Apple per tenersi il suo “Charleston”

Apple era pronta a versare all’imprenditore di origine toscana un assegno milionario per rilevare lo storico ristorante di piazza Liberty, a Milano

Addio ad Alberto Cortesi, il re della ristorazione milanese che ha avuto il coraggio di dire no ad Apple per tenersi il suo “Charleston”

Il re schivo della ristorazione milanese se n’è andato in silenzio, com’è sempre vissuto. Alberto Cortesi, classe 1941 nativo di Ponte Buggianese (Pistoia), scomparso l’altro ieri, è uno di quegli imprenditori che negli anni sessanta ha portato nel capoluogo lombardo l’arte e il gusto della cucina toscana.

Al suo gruppo Cortefin fanno capo alcuni dei locali più belli e più storici di Milano, meta negli anni di innumerevoli vip della cultura, della finanza, dell’industria e dello spettacolo: dal “Santa Lucia” in via San Pietro all’Orto alla “Torre di Pisa” in via Fiori Chiari, dal “Charleston” di Piazzetta Liberty ai “Quattro Mori” di Foro Bonaparte fino al “Coco Pazzo” di via Durini.

Cortesi, sbarcato a Milano nei primi anni ’60 con il ristorante “Alle Asse”, al numero 6 di via Marcona, ha costruito il gruppo con il supporto costante della moglie Mariuccia e dei figli Fabio e Silvano e per ciascuno dei locali di proprietà ha sempre coinvolto nell’azionariato il gestore del ristorante, per fidelizzarlo e motivarlo. Con oltre 60 anni di attività, quindi, la famiglia Cortesi può crescere ancora e Cortesi da lassù molto probabilmente non rimpiangerà di aver rifiutato anni fa l’assegno di diversi milioni che la Apple era pronta a versargli per rilevare in piazza Liberty a Milano, dove sorge l’Apple Center, il suo “Charleston”.

Il ristorante nel suo cuore è infatti rimasto al suo posto con il dehors sulla piazza ed anzi è stato sottoposto a un accurato restyling mentre i clienti di John Ternus per comprare l’ultimo iPhone devono scendere sotto terra, in quelle che erano le sale del cinema Apollo.

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