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Cronache
marilinda mineccia 500Marilinda Mineccia, procuratore capo di Aosta

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Il procuratore capo di Aosta Marilinda Mineccia ha inviato una segnalazione per "possibile illecito disciplinare" nei confronti del sostituto procuratore Antonio Ingroia, da inizio maggio in servizio nel capoluogo valdostano, facendo riferimento all’attività politica da lui svolta. Marilinda Mineccia non rilascia dichiarazioni su quello che è un atto dovuto del suo ufficio, ma fa il punto della situazione in un'intervista ad Affaritaliani.it: "Ingroia deve ancora decidere tra politica e magistratura, egli stesso ha riconosciuto che il nostro ufficio merita rispetto. Qui abbiamo fatto inchieste importanti e indaghiamo su un ampio spettro di reati. Tutte le indagini sono importanti perché toccano gli interessi dei cittadini".

 

INGROIA, SEGNALATO UN POSSIBILE ILLECITO DISCIPLINARE

Il procuratore capo di Aosta, Marilinda Mineccia, ha inviato la segnalazione riguardante Ingroia al Csm, al ministro della Giustizia e al procuratore generale della Cassazione. Si tratta di un atto dovuto in seguito alle numerose iniziative di carattere politico alle quali Ingroia ha preso parte, prima tra tutte le presentazione di Azione Civile, il movimento politico da lui fondato. Ingroia sta attualmente trascorrendo un periodo di ferie ma è a tutti gli effetti in servizio presso la procura di Aosta, dove dovrà tornare a lavorare il prossimo 20 giugno. Nelle scorse settimane l'ex procuratore aggiunto di Palermo ha più volte ribadito che ad Aosta non andrà mai.

Marilinda Mineccia, quali saranno gli sviluppi della situazione legata a Ingroia?

Quando ci siamo incontrati qui ad Aosta ha preso possesso del suo ufficio e mi ha chiesto di poter usufruire di un periodo di ferie. Ha espresso anche pubblicamente le sue difficoltà a decidere se restare in magistratura o meno. Si rende conto che politica e magistratura sono due ruoli incompatibili, ma non posso sapere come deciderà, anche se dovrà verosimilmente farlo entro il 20 giugno ...

Dopo la decisione del Tar Ingroia ha ribadito che ad Aosta non verrà mai. Non le sembra che questa vicenda possa far sembrare la procura di Aosta come una procura di serie B?

La nostra non è una Procura di serie B e lo stesso Ingroia ha riconosciuto di avere il massimo rispetto per noi. Nel nostro ufficio si perseguono reati di tutti i tipi. Abbiamo avuto più casi di omicidio con condanne ottenute in tempi rapidissimi. Trattiamo reati in materia economica, ambientale e di famiglia, stalking, spaccio di stupefacenti, reati contro la pubblica amministrazione, ecc.. Non essendo una Procura capoluogo di Distretto i nostri magistrati, che iniziano delle indagini con risvolti di reati di mafia, vengono normalmente applicati alla DDA di Torino e continuano insieme ai Colleghi direttamente competenti a seguire le inchieste sulle infiltrazioni mafiose. Bisogna tenere presente che il dott. Ingroia proviene da Palermo, una realtà a mille chilometri di distanza, e che lì era Procuratore Aggiunto mentre ad Aosta ha funzioni di Sostituto Procuratore. Credo in ogni caso che il ruolo del magistrato sia un servizio prezioso ed importante ovunque venga svolto. E non è neppure detto che un'indagine sia più importante di un'altra, perché tutte le indagini toccano gli interessi dei cittadini.

La Valle d'Aosta ha recentemente istituito una Commissione consiliare antimafia. Qual è la situazione delle infiltrazioni mafiose nella regione?

Ho dato la mia totale disponibilità a rispondere alle domande poste da questa Commissione, anche se la mia funzione istituzionale mi impone di fare una netta distinzione tra valutazioni di natura giuridica riguardanti la commissione di reati sul territorio e considerazioni di natura sociologica. Sotto il profilo giuridico l'indagine "Tempus Venit" ha accertato un grave tentativo di infiltrazione mafiosa. Il tentativo di estorsione con modalità inquietanti è avvenuto ai danni di due imprenditori residenti in Valle e sono state arrestate e condannate, con straordinaria tempestività, più persone di indubbia appartenenza alla ‘ndrangheta. Sotto il profilo sociologico il fenomeno mafioso è sempre preoccupante e non va mai sottovalutato: il vero antidoto è una forte cultura della legalità. E’ altresì fondamentale che i cittadini nutrano autentica fiducia nelle istituzioni. Cerchiamo costantemente di raggiugere questo obiettivo con l’impegno e l’attenzione per tutti i tipi di reato.

Come primo provvedimento in tema di giustizia il nuovo governo pare orientato a rivedere la geografia giudiziaria, come aveva già previsto di fare l'esecutivo Monti. Lei che cosa ne pensa della riorganizzazione dei tribunali?

E' da tanti anni che si dice di razionalizzare meglio la geografia giudiziaria. La Procura di Aosta, capoluogo di Regione, non è direttamente coinvolta. Credo comunque che in diverse situazioni sia stato giusto accorpare gli uffici, soprattutto quando sono molto vicini e facilmente raggiungibili da personale ed utenti. Non si può tuttavia negare che il venir meno degli uffici giudiziari su un territorio possa creare disguidi e carenze. Ma il punto è che le scelte in questo senso sono già state fatte e molti uffici che dovevano essere soppressi si sono nel frattempo svuotati con grave arretrato di lavoro. A questo punto il procrastinare una decisione già presa può creare disguidi ancora maggiori e quindi sarebbe bene metterla in atto, rivedendo eventualmente qualche situazione particolare.

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