Intesa Sanpaolo, Fondazione Valore e Fondazione Terzjus insieme per discutere delle nuove opportunità della donazione delle eccedenze
A dieci anni dall’entrata in vigore della legge 166/2016, il sistema italiano delle donazioni di eccedenze registra risultati significativi e guarda a nuove opportunità di collaborazione tra imprese e Terzo settore. Dal 2016 al 2025 sono state recuperate e donate 3,7 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, per un valore di 9,9 miliardi di euro, e oltre 40 milioni di confezioni di medicinali, equivalenti a 423 milioni di euro. Il valore complessivo delle donazioni supera così i 10,3 miliardi di euro, senza considerare le numerose categorie di beni non alimentari e non farmaceutici per le quali non sono ancora disponibili stime economiche.
I risultati e le prospettive di sviluppo del sistema sono stati al centro dell’incontro “Donazione delle eccedenze: un’alleanza circolare con nuove opportunità per le imprese”, organizzato a Milano da Fondazione Valore e Fondazione Terzjus, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, socio fondatore di Fondazione Valore.
L’appuntamento, ospitato nella Sala Convegni dell’istituto bancario e moderato da Maria Carla De Cesari, caporedattrice di Norme e Tributi del Sole 24 Ore, ha coinvolto istituzioni, aziende e organizzazioni del Terzo settore, con l’obiettivo di individuare strumenti e soluzioni per estendere il recupero delle eccedenze a un numero sempre maggiore di comparti produttivi.
Al confronto hanno preso parte rappresentanti di Amazon Italia, Lidl, Granarolo, GLS, Banco Alimentare, Equoevento e Altroconsumo. Quest’ultima ha presentato la ricerca “Cibo e sostenibilità, l’indagine sui comportamenti di consumo dei cittadini”. Tra gli ospiti anche Stash, frontman dei The Kolors, che ha prestato la propria voce al video istituzionale di Fondazione Valore.
Dalla legge antispreco alle nuove opportunità per le imprese
Il decennale della legge 166 rappresenta un’occasione per valutare l’impatto delle misure introdotte nel 2016 per favorire il recupero delle eccedenze e la loro destinazione a finalità solidaristiche. La normativa ha contribuito a semplificare le procedure di donazione e a incentivare le imprese attraverso specifiche agevolazioni fiscali, promuovendo un modello che associa la riduzione degli sprechi al sostegno delle persone in difficoltà. Un meccanismo che, dopo essersi consolidato soprattutto nei settori alimentare e farmaceutico, presenta ulteriori possibilità di sviluppo anche in altri ambiti produttivi.
Maria Chiara Gadda, prima firmataria della legge 166/2016, ha sottolineato il cambiamento culturale favorito dalla normativa: “A dieci anni dalla sua entrata in vigore, possiamo affermare anzitutto che la legge 166 ha cambiato il vocabolario pubblico ma anche nelle aziende: non si parla più di spreco come problema, ma di eccedenze come risorsa da valorizzare. Quelle che si sono messe in campo, attraverso semplificazioni e vantaggi fiscali, sono soluzioni per chi produce, vende, somministra. La legge consente di realizzare a pieno e concretamente la responsabilità sociale delle imprese consentendo al contempo la risposta a bisogni sociali, la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione dei costi e dei processi. La 166 promuove il lavoro in rete, dentro le aziende, tra ruoli e funzioni diverse, e con il mondo del Terzo Settore. I dati dimostrano che ancora molto si può fare, soprattutto per i beni diversi da alimenti e farmaci”.
Per le aziende, tuttavia, la donazione delle eccedenze richiede un’organizzazione capace di gestire ogni fase del processo, dall’individuazione dei prodotti disponibili alla selezione degli enti beneficiari, fino al trasporto e alla distribuzione. Proprio per rispondere a queste esigenze, nel 2023 è nata Fondazione Valore, con la funzione di collegare il mondo delle imprese alle organizzazioni del Terzo settore. La Fondazione opera come facilitatore delle donazioni, raccogliendo anche grandi quantità di prodotti e favorendone la distribuzione su tutto il territorio nazionale.
Presentata HUB 166, la piattaforma per facilitare le donazioni
Una delle principali novità illustrate durante l’incontro è stata HUB 166, la nuova piattaforma di Fondazione Valore progettata per semplificare l’incontro tra le aziende donatrici e gli enti destinatari. Attraverso lo strumento digitale, le organizzazioni del Terzo settore potranno accreditarsi, verificare la disponibilità dei prodotti progressivamente inseriti nel sistema e prenotarne il ritiro presso hub centrali o strutture di prossimità. L’obiettivo è superare alcune delle difficoltà operative che ancora ostacolano le donazioni, rendendo più semplice e continuativo il trasferimento dei beni dalle imprese alle realtà impegnate nell’assistenza e nel sostegno sociale.
Gabriele Sepio, presidente di Fondazione Valore, ha spiegato: “A dieci anni dalla Legge 166, la sfida è trasformare le opportunità offerte dalla normativa in pratiche sempre più diffuse e strutturate all’interno delle imprese. Donare le eccedenze non significa soltanto evitare uno spreco, ma rimettere in circolo risorse ancora utili, generando valore economico, sociale e ambientale. È in questa prospettiva che opera Fondazione Valore, con l’obiettivo di rendere la donazione un processo semplice, accessibile e sostenibile, rafforzando il collegamento tra il mondo profit e gli enti del Terzo settore. L’incontro di oggi ha segnato un passo concreto in questa direzione, anche con la presentazione di HUB 166, la nuova piattaforma di Fondazione Valore, pensata per facilitare l’incontro tra chi dispone di beni da donare e gli enti che possono trasformarli in risposte ai bisogni della collettività. Uno strumento che punta ad ampliare la partecipazione delle imprese e a contribuire alla costruzione di un modello di economia circolare e sociale sempre più inclusivo e strutturato”.
A evidenziare il ruolo della collaborazione tra sistema produttivo e realtà sociali è stato anche Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo: “In questi dieci anni la legge ha dimostrato che ciò che nasce come eccedenza può diventare una risorsa di grande valore per le persone e le comunità. Per Intesa Sanpaolo, socio fondatore di Fondazione Valore, questa visione si lega alla scelta di fare dell’impegno sociale una componente etica e strategica del proprio ruolo. Sostenere iniziative come quella di oggi significa contribuire a creare connessioni tra imprese, Terzo Settore e territori, affinché la solidarietà si traduca in interventi concreti e duraturi a favore di chi è più fragile”.
La ricerca sul Terzo settore: l’81,2% degli enti riceve donazioni dalle imprese
Nel corso dell’evento sono stati illustrati anche i primi risultati di un’indagine realizzata da Fondazione Valore e Fondazione Terzjus con il sostegno di Fondazione Cariplo. La ricerca, ancora in corso, ha coinvolto 623 enti del Terzo settore attivi nelle attività di recupero e distribuzione delle eccedenze. Dalle risposte emerge la centralità del contributo delle imprese: l’81,2% delle organizzazioni che hanno risposto alla domanda sulla provenienza dei beni dichiara di ricevere prodotti donati dalle aziende. Il 66% degli enti coinvolti, inoltre, si occupa della raccolta di due o tre differenti categorie di prodotti, che comprendono alimenti, farmaci e altri beni non alimentari o sanitari.
I dati mettono in evidenza un sistema articolato, nel quale la continuità delle donazioni dipende dalla capacità di costruire rapporti stabili tra aziende e organizzazioni beneficiarie. L’indagine ha individuato anche alcuni degli interventi considerati prioritari per favorire un’ulteriore crescita del settore. Il 71,7% degli enti chiede una maggiore diffusione delle informazioni sulle opportunità previste dalla legge 166, mentre il 69,5% ritiene necessarie agevolazioni per le organizzazioni che ricevono e distribuiscono le donazioni. Il 65,9% indica invece l’importanza di rafforzare benefici e incentivi destinati alle aziende donatrici.
Un altro elemento riguarda la gestione logistica. Il 44,3% delle organizzazioni segnala la necessità di disporre di hub locali per lo stoccaggio dei prodotti, mentre il 36,5% auspica l’introduzione di strumenti capaci di incentivare le imprese a donare anche servizi di trasporto e logistica. Le esigenze emerse confermano come l’ampliamento del sistema delle donazioni non dipenda esclusivamente dalle agevolazioni economiche, ma richieda anche infrastrutture adeguate, strumenti digitali e una collaborazione più strutturata tra i diversi soggetti coinvolti.
Sul significato dei risultati si è soffermato Luigi Bobba, presidente di Fondazione Terzjus: “Questa prima rilevazione, frutto dell’indagine ancora in corso realizzata grazie al contributo della Fondazione Cariplo, rende visibile una rete di enti spesso piccoli, fortemente radicati nelle comunità e sostenuti in larga misura dal volontariato, che ogni giorno trasforma beni destinati allo spreco in aiuti concreti per le persone più fragili. Il fatto che più della metà delle organizzazioni abbia iniziato questa attività dopo il 2016 mostra quanto la cultura del recupero e della donazione sia cresciuta nell’ultimo decennio. La sfida ora è consolidare questa rete, investendo nella formazione, negli strumenti digitali, nelle campagne di informazione sulla legge antispreco e nella collaborazione tra Terzo settore, imprese e istituzioni”.
Il confronto milanese ha quindi evidenziato le possibilità di crescita di un modello che, partendo dalla prevenzione degli sprechi, punta a integrare sempre più stabilmente le donazioni nelle attività delle imprese. L’estensione a nuove categorie di prodotti e l’introduzione di strumenti come HUB 166 rappresentano due direttrici per rafforzare la collaborazione con il Terzo settore e rendere disponibili alle comunità risorse che rischierebbero altrimenti di rimanere inutilizzate.
Le dichiarazioni di Andrea Forghieri, Executive Director Intesa Sanpaolo per il Sociale, ad Affaritaliani
Andrea Forghieri, Executive Director Intesa Sanpaolo per il Sociale, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Consideriamo fondamentale l’attività volta a trasformare lo spreco in valore sociale, attraverso il recupero delle eccedenze e dei beni ancora utilizzabili che, grazie alla Legge Gadda 166, possono essere rimessi in circolo a favore degli enti del Terzo settore e delle persone fragili e vulnerabili. In questo contesto, uno dei ruoli più importanti della banca, in quanto attore presente e attivo sui territori, è quello di infrastruttura relazionale: mettere in contatto le istituzioni, le imprese e tutti i protagonisti del settore sociale. Si tratta di una funzione di collegamento strettamente connessa allo spirito della Legge Gadda, che ha certamente creato un nuovo humus di collaborazione tra le imprese e gli attori del Terzo settore“.
“La banca può contribuire a rendere questa collaborazione più concreta e solida, svolgendo una funzione di connettore e favorendo la nascita di nuove alleanze. Soprattutto, può mettere in relazione e in cooperazione soggetti diversi che, attraverso le proprie risorse, competenze e responsabilità, contribuiscono a generare maggiore valore sociale ed economico per il contesto in cui operano. Questo ruolo è ancora più importante se consideriamo la situazione attuale, caratterizzata da crescenti difficoltà e da risorse pubbliche sempre più limitate. La collaborazione tra soggetti profit e non profit è quindi fondamentale, così come il contributo degli attori del Terzo settore allo sviluppo e al sostegno dell’economia sociale. Ricordo che quest’ultima è una componente dell’economia generale e contribuisce alla crescita del Paese. Questi principi sono richiamati anche dal Piano nazionale dell’economia sociale, che vede il Ministero dell’Economia e delle Finanze nel ruolo di coordinamento. Come banca, abbiamo l’onore e il piacere di partecipare al gruppo di lavoro in qualità di best practice per il settore bancario“, ha continuato Andrea Forghieri, Executive Director Intesa Sanpaolo per il Sociale.
“Come Intesa Sanpaolo ci sentiamo protagonisti in questo contesto. Partirei da quanto abbiamo già realizzato a sostegno delle persone più fragili e in difficoltà. Abbiamo promosso uno dei più importanti programmi di contrasto alla povertà realizzati da un soggetto privato in Italia, attraverso la distribuzione di pasti, posti letto, indumenti e medicinali. Dal 2018 a oggi abbiamo promosso 100 milioni di interventi. Guardando invece alle prospettive future, credo che una delle attività più importanti che una banca possa svolgere sia offrire servizi di accompagnamento agli enti del Terzo settore. Penso, per esempio, alla formazione, che permette di rafforzarne le capacità e di costruire una base culturale più solida, consolidata e dinamica. Vogliamo lavorare affinché il Terzo settore diventi sempre più innovativo e si apra maggiormente al dialogo con il settore bancario, ricercando nuove soluzioni. In questo ambito si può parlare anche di credito e, in particolare, della possibilità di utilizzare la leva del credito a favore del sociale“, ha aggiunto Forghieri.
“L’obiettivo è costruire rapporti di collaborazione funzionali tra il Terzo settore e il settore bancario, a sostegno dello sviluppo della missione, così importante, delle organizzazioni sociali. Infine, come banca possiamo mettere a disposizione non soltanto la nostra organizzazione e il nostro network, ma anche le nostre persone, attraverso programmi di volontariato aziendale e di volontariato di competenza. Quest’ultimo, per esempio, è previsto anche nel nostro Piano industriale. Sono tutte modalità attraverso cui una banca può contribuire concretamente allo sviluppo del Terzo settore“, ha concluso l’Executive Director Intesa Sanpaolo per il Sociale.
L’intervista di Affaritaliani a Gabriele Sepio, Presidente di Fondazione Valore
Gabriele Sepio, Presidente di Fondazione Valore, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Un decennale importante, fondato sul rapporto e sul dialogo tra le imprese e il Terzo settore. Al centro di questa relazione c’è il dono: beni che, anziché diventare rifiuti, vengono donati agli enti del Terzo settore. Si tratta di quelle che vengono definite eccedenze, ma che rappresentano in realtà un valore importante per le organizzazioni non profit. In questo contesto, la legge antispreco ha ridefinito il dialogo e l’alleanza tra profit e non profit, partendo proprio dalla semplificazione dei processi di donazione“.
“In occasione di questo decennale presentiamo anche i risultati raggiunti da Fondazione Valore, nata grazie al sostegno delle grandi reti del Terzo settore e di Intesa Sanpaolo. La Fondazione risponde a un’esigenza che fino a quel momento non aveva trovato una risposta strutturata: affiancare al Banco Alimentare e al Banco Farmaceutico un soggetto in grado di raccogliere e distribuire beni diversi da quelli alimentari e farmaceutici. Grazie a Fondazione Valore, questi prodotti vengono redistribuiti agli enti del Terzo settore, senza interrompere mai la filiera della donazione. Fondazione Valore semplifica le donazioni, costruisce un sistema virtuoso, supera gli ostacoli burocratici che possono frenare il processo e offre alle aziende maggiori garanzie e tranquillità. Perché donare si può e, soprattutto, è possibile ripensare i modelli produttivi mettendo al centro il dono e la sostenibilità“, ha concluso il Presidente di Fondazione Valore.
Le dichiarazioni di Stash, frontman dei The Kolors, ad Affaritaliani:
Stash, frontman dei The Kolors, ha raccontato ad Affaritaliani un’esperienza personale risalente al periodo in cui, tra il 2009 e il 2010, gestiva una panetteria insieme al padre a Milano. A fine giornata, le brioche rimaste invendute venivano raccolte e distribuite alle persone senza fissa dimora. Un gesto di solidarietà che, come gli ha spiegato l’onorevole Maria Chiara Gadda, all’epoca poteva comportare problemi sul piano normativo, prima delle semplificazioni introdotte dalla legge 166 del 2016.
Il cantante ha quindi sottolineato l’importanza di una normativa che oggi permette di recuperare e donare le eccedenze, valorizzando il lavoro svolto da Fondazione Valore. Stash, che ha prestato la propria voce al video istituzionale della Fondazione, ha espresso anche la volontà di contribuire in futuro attraverso donazioni concrete, oltre al sostegno già offerto al progetto.
Infine, ha rivolto un invito ai giovani a informarsi sulle opportunità offerte da iniziative di questo tipo, ricordando che il valore più importante di una donazione è quello che genera per le persone che ne beneficiano.
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