Invalsi, quasi 1 bimbo su 4 alle elementari non raggiunge il livello base in matematica
I bambini e le bambine italiani hanno difficoltà in matematica: chi raggiunge almeno il livello base diminuisce, rispetto alla passata rilevazione Invalsi, di circa 3 punti percentuali sia in seconda che in quinta elementare, sono poco più del 60%. Rispetto al 2019, ovvero a prima del Covid, si conferma un calo nei risultati medi di circa l’8-10% (erano oltre il 70%). “E’ necessario concentrare maggiori sforzi per consentire l’innalzamento degli apprendimenti in Matematica nella scuola primaria, sfruttando tutte le opportunità fornite dalle Indicazioni Nazionali”, commenta il presidente di Invalsi, Roberto Ricci.
In matematica, nell’anno scolastico appena concluso, le prove Invalsi mostrano nell’ultimo anno delle superiori un miglioramento diffuso rispetto al 2025: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo sale dal 49% al 52%, con progressi in tutte le macro-aree. Il Mezzogiorno mostra i segnali più incoraggianti: il Sud cresce dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41%, avvicinandosi ai livelli pre-pandemici. In seconda superiore si osserva un leggero miglioramento rispetto al 2025: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 54% al 55%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese.
La macro-area Sud cresce in misura considerevole, passando dal 45% al 51%, mentre il Sud e Isole cresce di 3 punti percentuali. Nonostante la maggiore complessità della popolazione che si riscontra soprattutto nel primo biennio delle scuole secondaria di secondo grado, la quota di studenti e studentesse che raggiungono almeno la soglia di accettabilità cresce leggermente.
In terza media i risultati di matematica nel 2026 sono sostanzialmente stabili sia a livello nazionale sia nei territori: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 56% al 55%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese, ma con andamento simile. Una quota rilevante di allievi e allieve che hanno frequentato una parte importante della scuola primaria durante la pandemia fatica a raggiungere livelli adeguati in matematica. Circa 15-20 punti percentuali separano il Centro-Nord dal Mezzogiorno.
Lontani i livelli pre Covid
“I risultati scolastici del post pandemia si sono stabilizzati su livelli che non erano quelli pre pandemia: bisogna continuare ad investire, nell’auspicio che, con i nuovi programmi, si vada verso un miglioramento”. A dirlo, durante la presentazione dei dati Invalsi, è il presidente dell’Istituto, Roberto Ricci. “Non abbiamo una risposta su come mai siamo lontani dai risultati precovid: l’ipotesi è che dopo lo chock il livello si sia assestato ma non ma non ai pametri precendenti. C’è un fenomeno identico in altri Paesi, dalla Francia alla Scandinavia, questa è la nuova normalità, la vera risposta è che non lo sappiamo perchè stia accadendo: senza dubbio non va abbassata la guardia”.

