Iran, costi assicurativi a livelli mai visti da decenni
I costi per assicurare le navi nel Golfo Persico stanno aumentando fortemente, a livelli che non si vedevano da decenni a causa del rischio di attacchi iraniani. Gli assicuratori stanno applicando premi compresi tra il 5% e il 10% del valore della nave per coprire il rischio di guerra, molte volte superiori al tasso standard dello 0,25% in tempo di pace, sostiene Philip Smaje, responsabile del settore trasporti e logistica presso il broker Aon secondo quanto riferisce il ‘Wall Street Journal’. I tassi sono più alti per le navi legate agli Stati Uniti o a Israele, ha aggiunto. “È il rating di rischio di guerra più alto che abbia mai visto negli ultimi 25 anni”, sottolinea David Smith, responsabile del settore marittimo presso il broker McGill and Partners.
Le assicurazioni restano diponibili sul mercato londinese per qualsiasi nave disposta ad affrontare il rischio dello Stretto di Hormuz, che è di fatto bloccata dall’Iran. “Il motivo per cui le navi non si muovono non è la mancanza di assicurazione”, sottolinea Neil Roberts, responsabile del settore marittimo e aeronautico presso la Lloyd’s Market Association, che rappresenta gli assicuratori sul mercato. “È una questione di rischio per la sicurezza dell’equipaggio e della nave”.
Il piano del presidente Trump di vendere assicurazioni alle navi nel Golfo, che potrebbe contribuire ad alleggerire i premi, deve ancora essere attuato. I funzionari si stanno affrettando a stabilire quali navi e quali carichi saranno coperti, e a quali condizioni. “Ciò che farebbe davvero scendere i premi è una riapertura riuscita dello Stretto”, sostiene Smith di McGill.

